01 ottobre 2009

LECTIO MAGISTRALIS

Renzo Piano

C’è sempre qualcosa da imparare ed io, in questi casi, non mi tiro certo indietro.

La giornata è iniziata Piano ma poi è stato tutto un crescendo di emozioni.

Il primo concetto che sono riuscito a metabolizzare con chiarezza nella mente è che per perseguire ed ottenere i risultati auspicati non tutto deve sempre e necessariamente essere spiegato, anzi, in certi casi, è meglio non provarci neppure.

Se il committente crede infatti di avere le idee chiare, è più facile che finisca prima o poi per mettere i bastoni tra le ruote, anche involontariamente. Molto spesso i più grandi capolavori hanno visto la luce proprio in virtù del fatto che chi poteva impedirne la realizzazione non si era reso conto di quali fossero le reali intenzioni progettuali.

A questo proposito, allargando il discorso, mi torna alla mente anche una saggia massima che invita a non discutere mai troppo a lungo con un cretino, la gente potrebbe infatti non notare alcuna differenza e si finirebbe inevitabilmente per fare una pessima figura.

La seconda cosa che mi è sembrata particolarmente significativa, tra le innumerevoli emerse nell’occasione, è mutuata dall’intuizione di una grandissima scrittrice: creare è un po’ come saper guardare nel buio, con coraggio e con passione.

Non sono Piano ma sono sempre stato comunque abbastanza Lento da aver provato in effetti a perseguire con sincerità e consapevolezza proprio questo obiettivo e perciò, indipendentemente dai risultati ottenuti che com’è noto non sono legati solamente alle proprie capacità o alle semplici intenzioni, continuo a coltivare un sostanziale ottimismo che si alimenta anche della semplice considerazione che …

E qui sarà meglio che mi fermi, perché altrimenti finirei per contraddire il primo principio espresso ed io non voglio certo entrare in contraddizione con me stesso, sarebbe disdicevole.

(Auguro a tutti un radioso Futuro)

29 settembre 2009

UOMINI

Un Sorriso

Seduto in quel caffè
io non pensavo a te.
Guardavo il mondo che
girava intorno a me.
Poi d'improvviso lei sorrise ...
(29 settembre, Battisti e Mogol, 1967)