UNA BALLATA DEL MARE SALATO

Corto Maltese di Hugo Pratt

Fa sempre un certo effetto incontrare, dopo tanto tempo, un vecchio Amico.
Ed ancor più quando, l’Amico, è stato in qualche modo anche un “maestro”. Quando cioè, da Amico vero, ha forse inconsapevolmente aperto il nostro sguardo su mondi sconosciuti e su un diverso modo di “sentire”.
Può accadere questo incontrando una Persona rara o, qualche volta, anche un compagno “di carta”. In questi casi, è ancor più certo, che quello che riusciamo a “scoprire” … in fondo, dentro, l’avevamo già.
Avevo più o meno l’età di Harry Potter, quando entra per il suo primo anno alla scuola di Hogwarts, e l’estate era ancora lunga da percorrere. La scuola era finita e non sempre i compagni di gioco erano disponibili per le mille peripezie che di solito riuscivamo ad organizzare per ingannare il tempo. Passeggiavo da solo per le stradine del centro, quelle più strette, anguste e solitarie, scalciando un sasso, anch’esso un po’ sperduto, tra le pietre sconnesse del vecchio selciato. Sono i momenti in cui l’Avventura, quella più intima ed intensa, sembra quasi indugiare un attimo prima di saltarti addosso con un balzo temuto e tanto atteso, ma questo di solito accade solo ai bambini, quelli veri, quelli che non invecchiano mai.
E così, tra un passo e l’altro, vicino ad un vecchio cinema che oggi ha cambiato nome, ho notato un portoncino che mostrava un’invitante targhetta: “Biblioteca Comunale dei Ragazzi”.
Senza alcuna esitazione sono entrato e, dopo aver percorso un lungo corridoio, mi sono ritrovato nelle tre o quattro stanze che erano state da poco adibite a quella funzione.
Non molto lontano da lì si trovava, ed ancora oggi si trova, l’antica e monumentale sede della Biblioteca Comunale, austera ed un poco tenebrosa, dove il silenzio regnava sovrano ed anche un semplice starnuto poteva metterti in forte difficoltà. Ero sempre andato lì quando cercavo un libro, per studio o per lettura, ma gli enormi schedari, i vecchi registri ed i seriosi bibliotecari non erano certo i più adatti a semplificare la vita di un ragazzo “alla ricerca di chissà cosa …”.
E poi, se devo essere sincero, nella vecchia Biblioteca vivevo con un po’ di inquietudine il mistero del “deposito dei libri”, del posto cioè dove i libri “abitavano” la maggior parte del loro tempo, prima di essere condotti ai loro lettori, e dove poi, riconsegnati, tornavano a “dormire” per chissà quanto altro tempo. Nell’ingresso della vecchia Biblioteca c’erano infatti solo il bancone, gli schedari e vari armadi … ma nessun libro “in vista”. La maggior parte dei libri esposti nella grande sala di lettura erano poi volumi antichi “sottochiave”, senza alcuna speranza di esser consultati. … E tutti gli altri? Quelli che chiedevo dopo faticosa ricerca? Dove se ne stavano prima di finire sul carrello dal quale li vedevo “spuntare” dopo un’attesa più o meno prolungata?
Domande senza risposta, almeno fino a quando, per altri motivi ed ormai un po’più grandicello, mi sono ritrovato ad occuparmi indirettamente di biblioteconomia, classificazione ed archivistica.
Ecco perché allora l’entrare in quelle stanzette accoglienti, colorate ed “a misura” di bambino, mi dette una sensazione del tutto nuova ed intrigante, per non parlare poi degli scaffali che, collocati su ogni parete ed in alcuni casi anche al centro delle stanze, mostravano con semplicità e schiettezza ogni genere di libro destinato al giovane pubblico.
All’inizio rimasi quasi stupito da questo mondo “nuovo”, ossia da questo nuovo modo di aprire i libri ai piccoli lettori: bastava camminare un po’, guardandosi intorno, e poi, stabilita la “preda”, tirarla fuori dallo scaffale, senza chiedere niente a nessuno, e sedersi lì vicino, su uno dei tanti tavolinetti disponibili, per immergersi nella lettura o, ancor più semplicemente, in una rapida occhiata ai contenuti.
Dopo aver vagato un poco tra gli scaffali metallici coloratissimi, il mio sguardo è stato attratto senza timore né esitazione da uno scaffale che conteneva una serie di splendidi libri illustrati e di opere a fumetti “cartonate”. L’amore per questo genere di letteratura è stato sempre per me istintivamente notevole, solo che all’epoca il cerchio delle mie “frequentazioni” era ancora ristretto a ciò che l’edicola vicino casa poteva fornire. Non avevo ancora le idee chiare, tanto per capirsi, su tutta quella produzione d’autore che dal mondo dell’edicola, soprattutto allora, era di solito tenuta lontana.
Fu così che incontrai, in quel tempo ed in quel luogo magico, uno dei più importanti compagni d’avventura che la mia infanzia abbia avuto: Corto Maltese, il marinaio di Hugo Pratt che resta ancora oggi, senza alcun dubbio, uno dei personaggi più affascinanti che la letteratura illustrata (nome nobile che merita il fumetto) abbia mai prodotto.
“Una ballata del mare salato” era il titolo del volume che mi ero ritrovato tra le mani e così, dopo aver dato un’attenta occhiata, sfogliandone le pagine, approdai alla decisione di prenderlo in prestito e di leggermelo comodamente a casa.
A dire il vero quello non era stato il primo incontro in assoluto con Corto, ero infatti un assiduo lettore del “Corriere dei ragazzi” (evoluzione matura del più antico “Corrierino dei piccoli”), e lì le storie di Hugo Pratt venivano pubblicate con una certa regolarità, solo che il fatto di trovarle a puntate, pubblicate poche pagine alla volta, con una grafica così poco infantile ed accattivante come quella degli altri fumetti ed i temi affrontati poi, intrisi della complessa storia di inizio Novecento e di una geografia della fantasia certamente di non semplice interpretazione, non avevano contribuito certo a farmi apprezzare, prima di quel momento, tutto ciò che quelle Storie contenevano.
A volte è necessario un evento particolare per farci scoprire ciò che in realtà avevamo già da tempo vicino, e così è stato tra me e Corto.
L’immersione nel volume “Una ballata del mare salato”, dove tutte le tavole di Hugo Pratt se ne stavano raccolte, una dopo l’altra, e facevano bella mostra di sé, costituì perciò un’esperienza “epocale” per la mia giovane mente indagatrice in cerca di avventure. Come quando si scopre di conoscere una nuova lingua, che finalmente ci consente di tradurre in precisi concetti quello che fino a quel momento avevamo interpretato solamente come un susseguirsi di segni misteriosi e dal significato oscuro, così imparai ad amare quel modo grafico di esprimersi ed improvvisamente … tutto quello sconfinato universo poetico si dischiuse finalmente a me in tutto il suo fascino ed in tutta la sua ricchezza emotiva.
La lettura mi portò, provvisoriamente, al di fuori del piano della realtà così come noi la conosciamo, e l’adesione emotiva fu decisamente coinvolgente. Quando accade questo, i personaggi di una storia diventano per noi quasi come persone reali, che abbiamo conosciuto veramente e con le quali abbiamo condiviso con sincerità esperienze ed emozioni. Nasce così un’Amicizia, una strizzata d’occhio che ci porta un po’ più lontano da dove eravamo un momento prima. L’emozione di un ragazzo davanti ad una nuova e coinvolgente lettura è qualcosa che descrivere a parole non è certo cosa semplice, ma esperienza “forte” questo sì … capace, decisamente, di resistere alle ingiurie del tempo.
Ecco perché ricordo ancora con tutta la loro intensità le ore passate su quelle tavole, sugli sconfinati orizzonti dell’oceano e su quei cieli così ricchi di nubi e di gabbiani da far pensare ad un altro possibile “infinito” che, alle loro spalle, si lasciava intravedere anche dal pensiero di un bambino.
Così come ricordo ancora in tutta la sua intensità la sensazione di smarrimento che mi colse sull’ultima tavola, quando i miei nuovi Amici si salutavano tra di loro ed in qualche modo “mi” salutavano … rimandando nel contempo ad altre infinite avventure. Qualcosa si era aperto dentro me e, solo apparentemente, si stava presto chiudendo. Di volumi poi ne son venuti infatti molti e molti altri.

Credo si possa facilmente immaginare come mi sono sentito, qualche giorno fa, trovando in edicola “Una ballata del mare salato” allegato ad uno dei tanti settimanali …
… “Sciogli le vele Corto Maltese, i ragazzi crescono ma di Te … c’è ancora bisogno!”.

Una ballata del mare salato

UNA BALLATA DEL MARE SALATOultima modifica: 2006-01-21T19:07:57+00:00da gi.punto

32 pensieri su “UNA BALLATA DEL MARE SALATO

  1. Mi fai venire in mente altri pomeriggi estivi, nel solaio di casa mia, a sfogliare la raccolta di fumetti di mio padre, dove ho scoperto Corto Maltese… solo che io, da bambina, mi sono proprio innamorata di questo Capitano bellissimo e malinconico, così ne guardavo rapita le immagini, rimandando ad altri momenti la lettura delle storie… e mi fai venire in mente la prima volta che mia madre mi portò in biblioteca, inizio di un lungo e fedele amore, che ancora dura, per i libri e i loro luoghi… e come non confessarti il piacere infantile di visitare, ora, la sezione bambini, dove ci sono meravigliosi scatoloni colorati pieni di libri da cui pescare a piene mani? Con la scusa di insegnare ai piccoli, si ritorna un po’ bambini… Ricambio con convinzione gli abbracci e ti auguro una buona settimana, anche se immagino che si preparino giorni intensi. A presto.

  2. Oh ciao Giuliano !!! Che sorpresa !!! Mi stai facendo sorridere!!! Ciao !!! E’ bello ritrovarti…mi sei mancato. Davvero! Io anche sto sempre a correre appresso alle cose ma, purtroppo, non riesco a buttare giù neanche un etto !!! Mannaggia!!! Sto bene. Diciamo che sto bene. Tra alti e bassi come sempre…avrai capito che sono un contenitore di contraddizioni … di sensazioni e umori assolutamente opposti. Niente lunaticità. Niente vulnerabilità. Solo ed esclusivamente BIANCO E/O NERO. Nessuna zona grigia! Cmq mi chiedi di piccola stella senza cielo…piccola stella è un mio collega-pseudo- amico con il quale ho …diciamo così…un rapporto particolare. Piccola stella sta bene, più o meno. In realtà appresso a me impazzisce, ogni giorno di più. Mi dice “basta, dobbiamo mettere un punto, se non si può non si può” ma poi… se non fosse che non è mai stato così innamorato di nessun’altra, e se non fosse che l’ho conosciuto più approfonditamen te in un momento di crisi del mio rapporto con il ragazzo che amo da sette anni, sarebbe tutto più semplice. In ogni caso, è una persona dolcissima, abita a valle di montagne altissime, in campagna…è un ragazzo naturale, in tutto. Come il posto dove vive…poco distante da quì, dalla città. GIULIANO QUA NEVICA DA MATTI!!! E’ bellissimo, meno male che non ci sono udienze stamattina e quindi posso restare comodamente seduta alla mia scrivania a lavorare senza dover uscire sotto la bufera che imperversa! Gi.punto…Giul iano…Corto Maltese..ma chi sei ??!!!!!! Le sensazioni del mio comune sentire sono proprio così, semplici, senza troppi fronzoli o cose complicate. That’s me. Ohi TESORUCCIO !!! Si, si, si, si e si. Sono un tesoruccio…co me ATARU nel cartone animato di Lamù…quella che fulminava il fidanzato ogni volta che lo vedeva sbavare dietro a qualcun’altra ! Hai presente?! Tesoruccio!!! Ricambio l’affetto. Grazie per esserti fatto sentire! Psicologo che pensa troppo…uhm… non va proprio bene !!!!!!! Relax…don’t do it! PdV

  3. hahahaha, cielo! più di tre righe? ma non è da me, avrò ecceduto in spiriti etilici, sarà stato un virus… cielo devo ricompormi! mi ricompongo, sì, un attimo che non so da dove iniziare, ah, sì, da qui: grazie per le belle segnalazioni! bacetto ;-)

  4. Ti sembrerà strano, ma solo adesso mi è riuscito di trovare più di cinque minuti da dedicare alla lettura tranquilla. :) Sai, sei stato fortunato ad avere una biblioteca nel tuo paese.. Nel mio, crollò con il terremoto del 1980 ed è stata ricostruita, con un modernissimo stile, solo un paio di anni fa. Fortuna vuole che i miei abbiano sempre coltivato una grande passione per la lettura e che nella mia casa non siano mai mancati volumi importanti.. :) Comunque sia, è stato bello vederti attraverso questi ricordi, queste immagini così vive di un ragazzino dagli orizzonti sconfinati. Un bacione.. :* Mon.chenonsalpa imariconlamentem achecomunquevaga perterrediversed allapropria.

  5. Buongiorno, come stai Signor G punto? Certamente passerò con più tranquillità a tuffarmi nella lettura ma, dimmi….. scorrendo il lungo testo, l’immagine che appare con vignetta annessa è soltanto una casualità, vero???? Non sarà mica un saluto definitivo eh!? … Altrimenti ti sculaccio, oh!! :-) )) stefi

  6. Lo so verrò punita, forse ci penserà il destino a farlo, può darsi una tegola sulla testa, chissà….. ma il tempo è tiranno e passo molto velocemente per salutarti ma tornerò a leggere…. grazie per il chiarimento e ora so che c’è distinzione tra saluto e Saluto, e questo è importante….. buon week end, baboo :-) )

  7. Quando ci fu il terremoto del 1980, io ancora dovevo nascere!!! Sarei arrivata solo 4 anni dopo.. ;P Però ricordo gli spettri delle case sventrate che sedevano lungo la strada che mi portava a scuola. Scene che mi sono rimaste dentro e che, credo, ricorderò sempre.
    Adesso il mio paesello ha un cuore nuovo nuovo e fresco di pittura, ma certi particolari sono ancora lì, per me. :)
    Non ti scusare affatto per le tue digressioni mentali..
    Attraverso i tuoi ricordi, posso entrare ancora una volta nella tua vita, nel passato che ognuno di noi si porta sulle spalle come una zainetto. :) ))
    Ho risposto alla tua sollecitazione con una lunga, lunga, lunga, lunga, lunga mail piena di dettagli (inutili e non). Spero, nonostante tutto, sia abbastanza esplicativa del mio “stato” attuale e dell’efficacia della tua “richiesta”! ;)
    Fammi sapere, eh??
    Io ci conto! :D
    Adesso vado, proseguo. Buonanotte, carissimo Gi. Con Affetto, un grosso Bacio.. che anche Te sai apprezzarlo! ;* Mon.chehafinalm entelasciatounco mmentocomesideve !

  8. E noi abbiamo bisogno di te…Carissimo G.purtroppo conosco molto bene il problema tempo.Angoscia anche me e non poco.Il motivo per cui sono ritornata è l’affetto che mi lega a voi e che non dimentico.Bacio G. e a presto.Gabri

  9. oh…Giuliano.. .che bello vedere il tuo “passaggio” sul mio blog. Davvero. Non sto molto bene, è da sabato che ho un fortissimo dolore all’orecchio sinistro (stamattina il medico mi ha dato delle gocce per una otite in fieri) e l’orecchio destro è completamente chiuso…in passato a causa di una otite molto forte e non curata bene all’orecchio destro mi sono ritrovata con un brutto risultato: all’esame audiometrico (con gli ultrasuoni o non so bene cosa, cioè non proprio con i suoni normali, l’udito dell’orecchio destro si è leggermente ridotto). Capirai dunque che temo un pò … non tanto per il sinistro quanto per l’dito…mah. Speriamo bene. Da ultimo, e non voglio tediarti ma giacchè ci sto…la boccuccia del mio stomachino ha ripreso da sabato sera a fare male, a contorcersi, a fare apri e chiudi…e quindi vai di nuovo con le pilloline…sta volta un pò più pesanti però di quelle di prima. tutto quà. Finito di annoiarti con i miei malesseri fisici. Per il resto grazie per avermi fatto sorridere in merito alle raccomandate!!! Davvero guarda è stato disastrante a livello mentale … che poi a me fa cmq più comodo continuare a fare causa per 350 lavoratori anzichè far sottoscrivere loro personalmente un accordo sindacale ma, ah la deontologia, correttezza professionale vuole che debba rendere edotti i miei clienti di tutte le strade percorribili per i loro interessi e dunque aspettare le loro determinazioni per sapere cosa cavolo vogliono! Sai alcune volte ti accorgi che la gente inizia a fare causa per un posto di lavoro ma poi se gli metti davanti qualche migliaio di euro te ne liberi subito…demord ono dagli intenti iniziali. Ma non è meglio un posto di lavoro a tempo indeterminato, con sicurezza mensile che una manciata di soldini che poi cmq finiranno? Pazienza. Non ti annoio oltre, e grazie ancora per il tuo sollievo…Ohpo verina Puntadivetro non aveva il sapore dell’ironia, ma di sincero affetto! Non so se te l’ho mai chiesto, forse no o forse si…va bè cmq di che ti occupi tu visto che sei alle prese con leggi, decreti, regolamenti e cose del mio mondo? La dirittite???!!! No che non è grave. E una cura c’è. Pensa che la “regola” è essenziale per il vivere civile. Senza “regola” homo homini lupus come diceva qualcuno!!! Pensa che il diritto indica “LA STRADA DA PERCORRERE”. Lo dice il termine. Poi se proprio non ce la fai… PIGLIATI UNA ASPIRINA E PASSA TUTTO !!!!!! Ciao Giuly, un bacio
    PdV

  10. In effetti quest’ultima giornata di gennaio ha portato il sole, fuori e dentro… davanti agli occhi mi brillano Stelle, lucidate a puntino e ho nelle orecchie ancora l’eco di c aspirate, che mi hanno accarezzato l’anima facendola scintillare. Silenzio e rumore le due facce della stessa medaglia, il prolungamento dell’uno rende ancora più piacevole quando a sorpresa giunge l’altro. Buona giornata con tutto il mio affetto. B.P.

  11. In questo anno che è passato, sai quante volte ci ho provato? Sai quante volte ci sono ricaduta e poi dovuta rialzare?? Cinque. E ho contato solo quelli importanti..
    Sai quanto di me ci ho investito?? Tutto.
    Ogni volta a costruire un rapporto che, alla fine, non si è mai retto in piedi perché, come hai detto tu, non ho trovato persone che ponessero la stessa cura alle “basi” che credevo stessimo tirando su.
    Ora come ora, posso solo dire di sentirmi svuotata..
    Lascio passare i giorni uno dietro l’altro e ogni volta non mi sembra possibile che sia passata solo una settimana. Di giorni me ne sento scorrere talmente tanti, in sole 24 ore!
    Piuttosto, lo sai cosa mi ha stupita e mi ha fatto riflettere??
    Che tu sia riuscito a cogliere esattamente la frase che mi faceva più male, che sentivo più “mia”, come se realmente volessi quello.
    La verità è che mi sento defraudata del mio entusiasmo, delle mie speranze e dei sogni coi quali mi facevo forza ogni volta, per tirarmi su.
    Sono solo stanca.
    Tanto stanca..
    Vorrei che nessuno più si sentisse in diritto di farmi del male “solo” perché sono giovane e ne ho ancora di vita da vivere! Mi fa male che gli altri credono di potersi approfittare di me perché mi vedono forte.
    In questo momento mi sento maledettamente fragile e la cosa più orribile è che gli altri non mi credono.
    Solo questo. Solo le piccole cose.
    Di certo qualcosa lo hai fatto, per me: mi hai detto come la pensavi e questo, credimi, è più importante di qualsiasi altro gesto che avresti potuto compiere.
    Ti voglio bene. :* Mon.chepaghereb beoroperaveretan tiamicicomeTE.

  12. Devo ammettere che non avevo centrato pienamente l’argomentazio ne, bè, diciamo che ero un tantino fuori dal baricentro. :-) ) Capisco bene, ora, leggendo a quali sensazioni tu ti riferisca, e sono certa che non c’è nulla che possa allontanarci da quella infante curiosità e dallo spirito di avventura che tu in maniera sempre divina hai saputo descrivere. Evviva G., sei uno di noi….. ammaina le vele, si parte! Un bacino di buonanotte, baboo :-)

  13. E’ mezz’ora che tento di entrare sul tuo blog e questo stronzo di Virgy mi rimanda sempre a quello di altri!!! Cazzarola.. :P Comunque volevo farti gli auguri di buon compleanno e darti tanti Baci e Abbracci, in un grosso grosso pacco regalo!!! ;) )) Eheheheh… Ti voglio bene, Gi. :*** Mon.festaiola

  14. Ehi, festeggiato?? Insomma, io sto aspettando! Dài, dài.. Mannaggia, come non li so mantere i segreti io!!! Sono un impiastro, ecco! :P Tanti baci quante candeline hai sulla torta.. ;*** (questi tre sono solo un anticipo..). Mon.franaanasco nderelecose

  15. Toc, toc….? C’è qualcuno che compie gli anni e deve spegnere le candeline… diciamo che devi immaginartele sopra una torta… vediamo vediamo… ricotta e cioccolato, ti va? I “bimbi” di casa mia solitamente l’apprezzano, ma si accettano ordinazioni, in fondo sei tu il festeggiato! Buon compleanno.

  16. Eheheheh… Dalle un Bacio da parte mia, posso?? :) )) Dài, oggi mi sento buona e ne lascio tanti anche al suo Papà!!! ;*** Aahhahah.. A prestissimo, allora! :) Mon.cheètantoco ntentadiavertifa ttofeliceconlasu asorpresa

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