C’ERA UNA VOLTA … (10)

Andrea Pazienza


La Storia non finisce qui … ma qui siamo arrivati ad un bivio, e davanti ad un bivio è sempre meglio soffermarsi almeno un attimo a riflettere, credo sia una buona abitudine prima di riprendere il cammino.
Questa Storia l’ho incontrata per caso qualche giorno fa e l’ho sentita subito molto mia, fino a questo bivio appunto. Accade spesso che gli incontri importanti che si fanno nella Vita avvengano proprio così, per caso, ed anche questo dovrebbe far riflettere sul controllo effettivo che abbiamo degli eventi che ci coinvolgono in maniera più o meno intensa.
E questo proprio in un mese per me così particolare.
Di questa Storia ho condiviso subito in maniera spontanea e profonda ogni vibrazione ed ogni dettaglio. Ho anche avuto per un attimo la sensazione che, da qualche parte nel mondo, doveva esserci evidentemente qualcosa di simile ad un fratello gemello, qualcuno insomma che poteva aver percorso le mie stesse strade ed i miei stessi pensieri, attraversando emozioni e tensioni almeno in parte molto vicine a quelle stesse che avevano avuto l’ardire di visitare la mia mente.
Ci sono cose che non tutti riescono a comprendere in maniera spontanea, è anche per questo che gli incontri della Vita restano sempre fondamentali per crescere, e ci sono poi persone che non ci riescono neppure con l’aiuto di chi gli resta vicino, nonostante tutto.
Era una Storia piena di gioia, almeno fino all’inevitabile bivio, e adesso, pur non avendolo previsto in questa misura, diventa una Storia con le sue inevitabili amarezze, ed in fondo è giusto sia così. La Vita è anche questo, soprattutto per chi si ostina a non voler capire, ed a questa categoria credo che, in varia misura, apparteniamo purtroppo più o meno tutti.
Da una sola unica tavola ho tratto le singole vignette che ho ritenuto però opportuno pubblicare singolarmente, per poterne meglio apprezzare ogni minima sfumatura. La tavola autoconclusiva, che ha vinto il premio di illustrazione di Acquaviva Picena intitolato ad Andrea Pazienza, è tra i contributi di Duilio Cusani inseriti in uno dei siti dedicato appunto all’artista scomparso.
Andrea Pazienza aveva molte qualità ed una indubbia e particolare sensibilità che gli consentiva di percepire il senso profondo delle cose che incrociava vivendo. Aveva occhi insomma per tutto ciò che molti non riescono neppure ad intuire che esista o che, in certi casi, fanno semplicemente vista di non vedere per convenienza o timore. Questa particolare sensibilità, probabilmente, era anche il motivo che stava alla base del suo caratteristico cinismo dissacrante ed irriverente che non faceva mai sconti a nessuno. Quasi che avvertisse dentro di sé che l’unico possibile vero peccato di cui un giorno potremmo essere chiamati a rispondere fosse solamente l’aver taciuto quando era il momento di parlare.
In tutto questo, nonostante certe premesse comuni, la mia personale sensibilità finisce per condurmi ad esiti estremamente distanti dai suoi, legati senza ombra di dubbio ad un profilo molto più sfumato, dubitativo ed infinitamente meno categorico, anche se su questo qualcuno potrebbe anche aver qualcosa da ridire. Credo però che sia indubitabile la mia sostanziale incapacità a percorrere le strade estreme che “bruciano” tutto in un soffio oppure ad esprimere, senza esitazione alcuna, impietose e definitive condanne da cui rimane impossibile difendersi.
Questo non toglie però che resti assolutamente intatta, dentro di me, una profonda ammirazione per chi ha saputo vivere con coerenza estrema ogni possibile sfumatura della propria sensibilità. E per fugare ogni possibile dubbio, in queste mie parole non c’è alcun riferimento alla sua Arte particolare ed immensa ma solamente all’Uomo che le viveva accanto.
Dopo un bivio le strade necessariamente si separano e, per dovere di cronaca e di Storia, non posso lasciare in sospeso la “Sua”, di strade. Nelle ultime tre vignette della tavola è infatti compiutamente espresso tutto il drammatico rammarico di uno dei personaggi più significativi che siano nati proprio dalla mente di Andrea Pazienza e da Lui purtroppo prematuramente abbandonati. La malinconia del cinico Zanardi, probabilmente il più “maledetto” tra tutti i suoi figli, rende, se possibile, ancora più struggente l’addio.
Dove andrà adesso la mia di Strade, in questo momento, non riesco proprio ad immaginarlo.

Pazienza 10

C’ERA UNA VOLTA … (10)ultima modifica: 2007-04-27T15:00:00+00:00da gi.punto
Reposta per primo quest’articolo

14 pensieri su “C’ERA UNA VOLTA … (10)

  1. Ci sono situazioni in cui percorrere strade “estreme” è l’unica via possibile e non sempre il farlo ha bruciato tutto in un soffio. Molto dipende dal tipo di persone che si trovano a percorrerle…i n fondo non si può dire di avere pienamente vissuto se molte cose non le abbiamo provate. E’ anche un modo per potersi permettere di fare paragoni in modo obiettivo. Anche io sono curiosa di sapere dove andrà adesso la tua strada…N. e…non sola. Questa storia è stato bellissimo leggerla e la sua fine è stato il modo malinconicament e giusto per renderla reale…perchè è così che alla fine va la vita.

  2. E quelle in cui ci rinchiudono, consapevolmente gli altri, torturandoci con il silenzio, l’abbandono, il disinteresse, l’indifferenza ? In quel caso è davvero impossibile immaginare strade diverse…I sogni sono una fregatura, la più grande, la più sublime. Non ti serve ago e filo, ti basterebbe non essere Gi., ma Giuliano.

  3. Sul grave errore concordo, infatti sono rimasta, difficilmente sono una che scappa. Circa essere prevenuti, credimi, c’erano tutti i presupposti…:-) Per migliorare il mondo occorre più che qualche idea…Uffa, così non va, sembra un commento polemico e invece non è ciò che voglio. Quando hai finito di pensare, se vuoi ti puoi accomodare e guardare il film con me, vedrò di non mangiarmi tutti i popcorn, però non garantisco. Quindi vedi di sbrigarti 🙂
    Mi piace il tuo counter, mi dici come posso fare per averne uno simile? Denghiù!

  4. Sai che spesso ho invidiato – e forse ancora invidio – chi riesce ad essere categorico e privo di sfumature? Chi riesce a dare nitide pennellate, invece di perdersi in distinguo mi sembra sempre debba essere meno combattuto e indeciso di me, o di chi tenta di guardare le diverse facce di una stessa medaglia… chissà, comunque, ti lascio un saluto e ti immagino preso dai mille impegni che, di solito, accompagnao le ultime settimane di scuola. A presto.

  5. Ciao, inquietudine.., complimenti per il blog. Queste tue parole riservate ad Andrea Pazienza e soprattutto la striscia finale…, sono commoventi.
    Credo che continuerò a seguirti.
    p.s. Penso che ad un bivio ci siamo quasi quasi tutti i giorni…. Mah! Ho sparato una kavolata? E che questo bivio lo prendiamo noi, lo scegliamo noi, gli altri non c’entrano, o forse, proprio per causa degli altri che scegliamo certe strade… Chissà!
    Un saluto vanna

Lascia un commento