ALLA DERIVA

 
Ghiaccio

 

“L’oscurità si era fatta ancora più fitta, rotta appena dal luccichio dell’acqua riflesso dalla candida coltre che ci stava davanti. Uccelli giganteschi, di un biancore spettrale, volavano ora di continuo fuor dal velario senza fine per tosto ritrarsi dalla nostra vista lanciando l’eterno, monotono grido di Tekkeli-li! Nell’udirli Nu-Nu, disteso sul fondo della barca, ebbe un sussulto, ma come lo toccammo ci accorgemmo che era spirato. A questo punto fummo trascinati nelle fauci della cataratta dove un baratro immane si spalancò per inghiottirci. Ma ecco sorgere sul nostro cammino una figura umana infinatamente più alta di ogni altro abitatore terrestre. Era avvolta in un sudario, e il colore della sua faccia aveva il candore immacolato della Neve.

(Con queste parole si chiude il Viaggio di Arthur Gordon Pym … lasciando aperti però molti altri interrogativi. “Narrative of A. Gordon Pym of Nantucket” di Edgar Allan Poe, New York, 1837)

ALLA DERIVAultima modifica: 2007-06-24T15:30:00+00:00da gi.punto
Reposta per primo quest’articolo

10 pensieri su “ALLA DERIVA

  1. Dunque, dunque… è un po’ come avventurarsi a calpestare la candida neve per primi: niente commenti, niente più archivi, niente più liste… Ciò mi preoccupa molto, tu non me la racconti giusta, stai facendo progressive pulizie e ciò mi impensierisce… Ti stai lasciando trasportare dalla corrente e sembri quasi suggerire un moto vorticoso che ti trascina verso il nulla. Rema, pagaia, scrivi(mi), fai qualcosa… oppure mi dovrò buttare io, anche se non sono provetta nuotatrice. Aspetto.

  2. Oddio, cosa sta succedendo? Sono rientrata ieri sera da una “vacanza” non prevista, in sostituzione della nonna a cui sono stati concessi un paio di giorni di libera uscita. Torno e trovo il vuoto in questo blog e tutti gli interrogativi che l’ignoto porta con sè. Confesso che mi fai impressione così nudo. Non che possa dire di notare difetti evidenti, ma vista la mia recente esperienza in spiaggia mi sento di poter dire che con qualche vestito stanno tutti meglio, si riesce a dare qualche aggiustatina qua e là rendendo meno evidenti alcuni difetti. Ma se tu insisti per rimanere nudo, non ti imbarazzare se continuo a scrutarti con aria interrogativa. Comunque, guarda, conosco qualcuno che in precedenza ha moderato i commenti, poi ha tolto la possibilità di commentare poi ha cancellato il blog. Se il decorso della malattia è lo stesso posso assicurarti che la fase acuta prima o poi passa, ma non si guarisce mai del tutto dalle malattie croniche.

  3. Non c’è molto spazio per illudersi… o sì? Ultimamente i tuoi post portavano qui, a questo silenzio, che poi silenzio non è. Non compaiono i commenti, perchè moderati, ma immagino il fermento che hai scatenato, e spero che tu possa tornare presto. Perchè tu, nascosto lì dietro, leggi, vero? Attraverso il ghiaccio scorgi la delusione, l’apprensione, la preoccupazione, vero? Insistere o lasciarti tranquillo? Per come sono, credo che se ti avessi vicino, in carne ed ossa, ti tormenterei per sapere, chiedendo, parlando… ma tu mi insegni che, a volte, non c’è bisogno di tante parole. Chissà che la deriva ti porti dalle mie parti… In bocca al lupo. A presto, M.L.

  4. mi mette una tristezza il blog così, che inibisce le mie capacità epistolari. No, non è vero dai, è solo che non ho il tempo e la condizione ideale per scrivere una lunga mail che, per ora, se ne sta tutta nella mia testolina. Però il blog è triste e tutte le volte che passo di qui mi faccio assalire da dubbi amletici e da mille domande che, anche se hanno già avuto le mie risposte, continuano subdole ad affiorare dal pelo dell’acqua. Non vedo l’ora che si sciolga l’iceberg.

Lascia un commento