“E QUALCOSA SI MOSSE DOV’ERA NEVICATO IL SILENZIO DELLA LUNA …”

Risalire
 
Hai forse un segreto?

Confidalo, che io so tutto di te,

se me lo dirai con l’anima.

Potrai dirmelo con parole difficili,

io capirò solo perché ti amo.

Se il tuo segreto è triste, con te

piangerò fino a che non lo dimenticherai.

E se non puoi dirlo, dimmi che mi ami,

ed io capirò senza volere il tuo segreto.

 
(Fernando Pessoa) 
 
 
(… un Bacio a Giulia per la segnalazione del video …) 
“E QUALCOSA SI MOSSE DOV’ERA NEVICATO IL SILENZIO DELLA LUNA …”ultima modifica: 2007-07-05T12:30:00+00:00da gi.punto
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25 pensieri su ““E QUALCOSA SI MOSSE DOV’ERA NEVICATO IL SILENZIO DELLA LUNA …”

  1. ho provato a leggere le tue considerazioni su Pessoa, Amore, Comunicazione, Doppi… ecc. sul blog di Giulia, vengo da lì. Non ci ho capito un bel niente. So solo che anche io tantissime volte mi sono identificata con il grande poeta portoghese.
    Non aggiungo altro.
    un saluto.
    vanna

  2. Sei tornato allora, anche se a quanto vedo, ancora a “mezzo servizio”. Mi fa piacere, il mio incantesimo pare abbia avuto su di te effetti benefici…chissà se ti sei accorto della piccola magia che contiene :-). Mi piacerebbe saperlo…Trovo difficile commentare questo tuo post. Troppo personale. Esprimi qualcosa di profondamente tuo, anche se usando le parole di qualcun altro… parole d’Amore, almeno credo, secondo l’intento dell’autore…ma bisognerebbe sapere cosa ribolle nella tua pentola, per capire… Se qualcuno le scrivesse per me…ma, come giustamente mi hai fatto notare sono troppo normale e, aggiungerei anche troppo comune, per poter ispirare chiunque a tal punto :-), anche se, qualche volta, credo di riuscire ad essere “troppo anormalissima”, anzi di essere addirittura solo “troppo” nel senso maggiormente negativo che mente umana e non, possa dare a tale termine…tanto che quasi quasi ti ci trasformo si in un rospo e poi uccido tutte le principesse dal forbito eloquio, sulla faccia della terra, così che nessuna di esse possa baciandoti, ridarti le tue sembianze naturali ( pure peloso???? 🙂 Io ho “osato” spero di non essere stata fraintesa. Bentornato.

    P.S. Il tuo “Amico” Pessoa, ha pensato anche a me 🙂

    Quello che c’è in me è soprattutto stanchezza
    non di questo o di quello
    e neppure di tutto o di niente:
    stanchezza semplicemente, in sé,
    stanchezza.
    La sottigliezza delle sensazioni inutili,
    le violente passioni per nulla,
    gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,
    tutte queste cose –
    queste e ciò che manca in esse eternamente –
    tutto ciò produce stanchezza,
    questa stanchezza,
    stanchezza.
    C’è senza dubbio chi ama l’infinito,
    c’è senza dubbio chi desidera l’impossibile,
    c’è senza dubbio chi non vuole niente –
    tre tipi di idealisti, e io nessuno di questi:
    perchè io amo infinitamente il finito,
    perchè io desidero impossibilmente il possibile,
    perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,
    o anche se non può essere…
    E il risultato?
    Per loro la vita vissuta o sognata,
    per loro il sogno sognato o vissuto,
    per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita…
    Per me solo una grande, una profonda,
    e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,
    una supremissima stanchezza,
    issima, issima, issima,
    stanchezza…

  3. La terza Neve

    Guardavamo dalle finestre, là
    dove i tigli
    si stagliavano neri
    nella profondità del cortile.
    sospirammo –
    ancora, la neve non veniva,
    ed era tempo, ormai,
    era tempo…..
    E la neve venne,
    venne verso sera,
    essa
    giù dall’alto dei cieli
    volava
    a seconda del vento;
    e nel volo oscillava.
    A falde sottili come lamine,
    fragili,
    era confusa di se stessa.
    La prendevamo nelle mani,
    e stupivamo:
    dunque, era quella la neve?
    …. Dopo sette giorni
    venne la neve nuova.
    Non venne –
    precipitò.
    Cadeva così fitta,da non potere
    tenere aperti gli occhi,
    a tutta forza
    vorticava in cerchio, mugliando.
    … ma disperò di sé,
    non resistette
    e si diede per vinta.
    E noi, ansiosi
    sempre più spesso
    scrutavamo l’orizzonte:
    quando quella vera verrà?
    Perché era tempo,
    era tempo….
    Ed un mattino
    era davvero tanta
    ed era davvero bella.
    Cadeva e cadeva
    nel baccano dell’alba
    fra il rombo della macchine e lo sbuffare dei cavalli,
    e sotto i piedi non si scioglieva,
    anzi diventava più compatta.
    Giaceva
    fresca e scintillante
    e ognuno ne restava abbagliato.
    Ed era lei, la neve. La vera.
    L’aspettavamo.
    Era venuta.
    (Evghenij Evtuscenko )

  4. ti ho mai detto che sei tipo molto acuto? Proprio di antiquariato si tratta! Il guaio è che non riesco ad inserire i link, se lo faccio mi si blocca l’accesso ad internet, altrimenti cliccando su “vecchia ciabatta” saresti arrivato dritto dritto al blog di Gas :-))))))) Peccato, la tecnologia mi è contro, neppure immagini riesco ad inserire per lo stesso motivo. Bei tempi quelli in cui si inserivano da sole:-)

  5. Lo sapevo che li avresti trovati tutti belli:-) Ti ha telefonato il Tizio? Maddai? Chissà perchè ho sempre pensato tu comunicassi ancora con il pensiero o, al massimo, con i segnali di fumo 🙂 Immaginarti con un telefono in mano mi è sempre stato quasi impossibile, Uomo d’altri tempi. E’ bello però avere un’altra conoscenza in comune non credi? Anche tu trovi il Tizio in questione, tremendamente pignolo e rompiscatole? Però, ogni tanto è anche così adorabile…Bacio…visto che ho già…

  6. “Chi è Pulcinella?”Mi piacerebbe mettere insieme l’opinione di tutti,la risposta più “estemporanea” a questa domanda.Non chiedo di svelare “il mistero di pullicenella”,solo il parere personale di ognuno su questa Maschera.Gli scritti raccolti(con fonte citata,ovvero il link-blog dell’autore) faranno parte della prossima mostra “Su la Maschera” che si terrà a Napoli nel maggio 2008.Ringrazio tutti coloro che daranno il proprio contributo a quella che sarà una “pulcinellata” memorabile.
    artista1969

  7. “era ora” dirai, ma solo adesso sono riuscita in quella missione quasi impossibile di accendere le casse, e mi sono scolata per ben due volte ogni parola di questo testo. Adesso ho capito il senso e ogni commento sarebbe superfluo 🙂

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