LA NOTTE E IL GIORNO

Giornoenotte
 
Non sei troppo e non sei nemmeno troppo poco.
Questo è un concetto importante da comprendere.
Altrimenti i pensieri finiscono fuori strada e poi sai come va a finire.
E’ una ruota che gira. E’ un incontro di pensieri e, quando è così, non è possibile tenere sempre tutto sotto controllo.
Eppure, non è poi nemmeno così difficile, se ci pensi bene, affidarsi con un po’ di serenità, anche se solo per un momento.
Dei punti fermi ci sono.
Dei pensieri ricorrenti altrettanto.
Ma intanto il tempo passa e, tutto intorno, il paesaggio sembra quasi che si modifichi sotto i nostri occhi: è apparentemente immobile ma al tempo stesso sempre diverso.
Com’è possibile?
La sensazione non è sbagliata, le cose cambiano, effettivamente, ma non serve averne paura.
La paura va riservata per quelle situazioni in cui non sappiamo bene in che mani siamo.
E noi, ormai, lo sappiamo.
Anch’io mi sento così, non pensare il contrario.
Ho passato il tempo a liberarmi di qualcosa che, forse, non ho nemmeno ancora ben compreso, a livello di consapevolezza piena intendo, e sento chiaramente che è servito, anche se in questo momento non sarei certo in grado di spiegare “a cosa”.
E questo ti smarrisce, in qualche modo ti allontana, ma non è così, credimi. E’ solo il timore delle cose nuove che attraversa l’aria, com’è sempre stato e sempre sarà.
Cos’è che mi dà queste certezze?
Ma è ovvio: è il non averne bisogno, delle certezze intendo.
Sono una trappola, le certezze, una prigione in cui finiamo per rinchiuderci volontariamente.
Non c’è bisogno di cento valige per godersi il Viaggio, ormai l’ho capito. Quello che serve veramente entra in una tasca sola.
Se c’è quello non hai più bisogno d’altro.
Ma non chiedermi cos’è. Certe cose vanno scoperte da soli, altrimenti non si afferrano mai del tutto.
Anch’io però non sono sempre così. Non sarebbe nemmeno giusto. A volte è anche importante saper perdere qualche pezzo per strada, così magari dai a qualcuno l’occasione di raccoglierlo, di richiamarti indietro e di porgertelo gentilmente.
E’ anche un sorriso, così, quello che riesci a ritrovare per strada, e non soltanto il pezzo che hai perso, anche se solo per un attimo.
Forse è proprio questo il segreto, adesso che mi ci fai pensare: forse è importante anche saper andare in pezzi … ma sempre e solamente per non più di un attimo. E poi ci vuole anche un po’ di fortuna, da soli è tutto più difficile.
E’ più importante non essere soli che temere di aver perduto tutta la Passione. Questa, chi la prova, prima o poi è sempre in grado di rimetterla in gioco.
Tutto quello che si è imparato da piccoli non lo si dimentica mai del tutto, nemmeno dopo tanto, troppo tempo.
Sapessi come gioco ancora bene a calcio balilla, anche dopo tanti anni che non prendevo in mano una stecca ho “fatto fuori” tutti quei ragazzini, e non la finivano più di guardarmi stupiti.
Certe cose, in effetti, fanno proprio Bene.
Cerca di non dimenticarlo mai.
 
(Immagine: Il giorno e la notte, anello in oro di Anna Maria Zanella)

LA NOTTE E IL GIORNOultima modifica: 2007-08-22T00:45:00+00:00da gi.punto
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8 pensieri su “LA NOTTE E IL GIORNO

  1. Mentre ti leggevo, continuavo ad annuire col capo.. In una cosa sola non sono d’accordo: prova a dire a una donna che tutto quello di cui hanno bisogno, in un viaggio, sta dentro una tasca e aspetta la risposta! 😀 Ahahahahhaahh.. Non oso immaginarlo! ;))) Anche io ho scoperto che certe cose non si dimenticano mai, e sai cos’ho fatto? Ho appeso le chiavi della macchina al chiodo e ho tirato fuori la mia vecchia bici da passeggio. Sorvoliamo i commenti sul fatto che sia da passeggio e sia ROSA, dico ROSA e bianca. -_- Non per colpa mia, io la volevo rossa. 😛 Ahahahhahahah.. A ogni modo, ti lascio il solito sproloquio per augurarti il bentornato. :))) Un Bacio fresco, visto che quì c’è l’Africaaaaaaaaaaaaaaa.. :* Mon.chenonèafricanaanzièbiancolatte

  2. A volte un sorriso è più importante di mille parole…perchè è partendo dalle piccole cose che si arriva a quelle grandi, a quelle importanti.
    Non so più quante volte sono andata in pezzi, ma come vedi sono ancora qui…si sa, le bestie grame non muiono mai. Destino crudele…
    Avessi trovato me, come avversaria a calcio balilla, non ne avresti imbucata una e questa è una certezza:-))))
    Perchè non mi commenti più? Nemmeno gli auguri di buon compleanno mi hai fatto 🙂
    Se è perchè non ti lascio vincere, se ne può anche parlare :-). Buonagiornata.

  3. Sai, leggendo il tuo post, mi sembrava di girare attorno al concetto che ogni cosa sia possibile e anche il suo contrario.Si può perdere qualche pezzo e sperare che qualcuno te lo riporti, si può restare tutti interi ed essere pronti a raccogliere i pezzi altrui, si può restare interi, indifferenti e insensibili, si può cadere in pezzi e tuttavia sperare e provare passioni. Ti può accadere ogni cosa e la puoi vivere o lasciarla andare per paura e inerzia. Puoi essere spettatore e attore, ma non sempre la scelta dipende da te. E forse, dopotutto, non c’è niente del tuo post nel mio commento. Un caro saluto.

  4. Sì, l’unica certezza sono i ricordi infantili, le prime emozioni, le prime visioni, il primo trauma. Da lì.., il resto. Anch’io penso che è meglio non essere soli piuttosto che vivere la Passione, che ti rende così solo.
    E poi penso anche che avere la consapevolezza che tutto cambia, in realtà non è così (secondo me), è una consapevolezza del momento in cui non ci sono più punti di riferimento, un momento di crescita. Per tutti, Nietzsche ne è impazzito. Non resta che saper aspettare, e cercarsi di amare un po’ di più.
    un bacio vanna.

  5. Carissimo Giuliano, se trovi qualche pezzo sulla via, probabile che mi appartenga. Me lo rendi? Non entro nel merito delle tue considerazioni ché devo avere il cervello in fumo. Tanto sole per me quest’anno nel Salento. Mi manchi. Un abbraccio forte. Spero di poterti ritrovare presto. Per adesso non ho telefoni e connessioni ma prima o poi … Bacio. Giulia.

  6. Cercavo “baricentro dei pensieri” su google, per vedere se qualcun altro avesse già usato quest’espressione… ed ecco che mi spunta questo tuo post, che ricalca appieno quello che con quella frase volevo sintetizzare.

    E’ stupendo e buffo al tempo stesso come siamo così simili l’uno all’altro, noi umani.

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