EQUILIBRIO

Crinale nel deserto
 
Non è facile mantenersi sempre e comunque in equilibrio, anche quando l’abitudine è quella di rivolgersi quanto più spesso possibile, ed in maniera molto salda, ad una razionalità di fondo che costituisca il confine entro cui  permettersi di muovere i propri passi.
E’ un filo sottile quello che porta i pensieri e li sostiene nei momenti in cui la caduta libera sembrerebbe essere l’unica possibile configurazione che si addica al proprio corpo, o meglio, a tutto quello che del proprio corpo sappia in effetti legarsi in modo molto stretto ad una mente che a volte stenta  ad assumere, per entrambi, il ruolo di guida che le spetterebbe di diritto.
Ed allora eccomi lì oppure, meglio ancora, eccoci lì. Si perché, in questo, ho la piena consapevolezza di non essere mai stato solo. Capita a tutti, prima o poi, di sostenere attimi in cui le certezze, pur non venendo meno, assumono valenze del tutto diverse dal solito.
Mutano i valori, cambiano le priorità, ed anche se in fondo nessuna profonda rivoluzione è realmente in atto, anche se solo per qualcosa che ci accade o per una scelta fatta o per una decisione presa all’improvviso … beh … il mondo non appare più lo stesso dell’attimo prima. Quel filo sotto i piedi prima non c’era ed invece adesso c’è.
Non è tanto la paura di cadere, o almeno non sempre questo è l’aspetto più importane, quello su cui merita riflettere maggiormente. Per me è spesso solo un modo per rendermi conto di quanto sia importante il dover affrontare una prova per “esserci” veramente, con tutto me stesso.
E’ una mezza vita quella condotta sui binari, anche quando si sono scelti consapevolmente. Uscirne, e salire sul filo, questo allora è l’unico modo per tentare di dimostrare qualcosa, ma non certo agli altri. Chi sente solamente il bisogno di mostrarlo agli altri, questo stato di Grazia, non ha compreso nel modo più assoluto il suo vero valore, il suo senso profondo, e probabilmente fino a questo punto non ci è mai neppure arrivato.
E’ dentro che c’è bisogno di mostrare che tutto quello in cui crediamo di credere è molto spesso solo un orpello, non dico insignificante, certo, ma neppure di necessario ed assoluto valore e, per andare anche un poco oltre, di effettiva aderenza alla realtà che, tradotto in termini ancora più espliciti, dovrebbe corrispondere a quella verità sempre ricercata, a parole, ma nei fatti ancora lontana dal farsi realmente scovare. E la cosa più ridicola è l’essersi eventualmente convinti, in precedenza, della propria ed assoluta capacità di “essere” e di “essere in grado di essere” (che è tutta un’altra cosa) esattamente quello che pensiamo.
No, il controllo assoluto del proprio operato non ce l’ha nessuno, ed i più lontani da questa condizione sono proprio quelli che stentano a rendersene conto. Questo non significa però, come a volte capita di credere rifugiandosi nell’ignavia, che un “senso” non esista proprio.
Il problema infatti non è, e non deve essere, ridotto alla privazione assoluta del significato solamente perché a volte non siamo in grado di comprenderlo.
L’accettazione di questa condizione, apparentemente limitata, sembrerebbe essere la cosa più difficile, eppure per me non è così, e questo però io non so spiegarlo.
“Sento”, “avverto” chiaramente un senso, in questi momenti, pur non distinguendone i dettagli, ed il dover camminare sul filo della prova acuisce enormemente questo mio sentire, ed è quasi un piacere alla fine il non potersene sottrarre, e non c’è stanchezza, non c’è paura, non c’è timore, se non quello di veder sparire all’improvviso quel filo sottile per ritrovarsi, un attimo dopo, nell’appagante assenza di ogni possibile necessità.

EQUILIBRIOultima modifica: 2007-10-01T15:40:00+00:00da gi.punto
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4 pensieri su “EQUILIBRIO

  1. Dal titolo mi aspettavo serenità. Il tuo post invece mi ha messo in confusione. Non so se per le parole “ignavia”, “significato”,” incapacità si essere” o altro, ma ho sentito un’improvvisa sensazione di sbandamento e quel filo sotto i piedi mi è sembrato difficile da percorrere e incapace di sostenermi. E sì che avevo pensato di cominciare bene il mese che preferisco. Un caro saluto.

  2. Sono andata a rileggere “quel” post (in realtà non lo avevo letto), ma ha complicato le cose. Ho pensato alle promesse che non riusciamo a mantenere nella nostra vita, ai momenti che rimandiamo sempre e alle emozioni che non facciamo nulla per ritrovare…Ne è venuto fuori un lungo elenco.Però il post era bello, almeno ho fatto una piacevole lettura. Alla prossima.

  3. Dannati fili! A volte invidio chi corre beato sui binari, magagri pure intersecando fili che non vorrei vedere, e rompendoli o ingarbugliandoli… perchè per ogni funambolo incerto e tremolante, c’è sempre un “terricolo” ignavo e soddisfatto… e come ti dicevo, a volte vorrei proprio fare cambio. Buona serata, Gea

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