LA FINE NASCONDE SEMPRE UN NUOVO INIZIO

  Ligrani Omino che riposa

Mi perdo adesso nel tuo paesaggio, perché nel mio mi ci sono già perso da tanto di quel tempo che non saprei certo come uscirne fuori senza danno ed anzi con un qualche profitto.
Non ci sono strade, un po’ più in là, che possano aiutarmi veramente e adesso, anche se ancora con qualche modesta esitazione, sento di poter accettare l’idea che in effetti sia proprio così.
Ci sono momenti in cui l’idea di non dover per forza sempre assecondare le mie inutili velleità si affaccia dal balcone dentro alla mia mente, ma in fondo sono solo attimi, per fortuna o per disdetta ancora non so.
La Vita è fatta di attimi disposti in fila, uno dopo l’altro, e se per un momento sorridi e passi poi subito dopo alla tristezza ti accorgi che tutto il panorama intorno sembra quasi come attraversato da un potente terremoto silenzioso che cambia la forma di tutte le cose ed a volte anche delle stesse persone.
Non riesco però ancora a rendere del tutto stagni i miei attimi, uno rispetto all’altro. Mi ritrovo infatti sempre più spesso ad avvertire un velo di gioia anche nel dolore più intenso oppure, il che in effetti è ancora peggio, a dubitare dell’illusoria felicità di un sorriso che mi attraversa la strada. Comunque sia
quel sorriso lo colgo ancora tutto e me lo gusto nella sua intierezza, mentre da un lato ne metto in dubbio il suo reale peso e, dall’altro, ne sviscero completamente tutte le sue virtù taumaturgiche.
Aspetto e corro, mi siedo e volo via, sto insomma vivendo un gioco che assomiglia sempre di più ad un vortice di malintesi o, al contrario, all’accettazione definitiva dei controsensi che ci portiamo dietro.
Del resto, di vera e definitiva serenità non ce n’era molta neppure prima, quindi, arrivati a questo punto, tanto vale mettere sul tavolo tutte le carte ed andare a vedere, anche se quello che si andrà a vedere cela il fondato sospetto che non sia sempre e del tutto condivisibile.
Ho imparato a guardare negli occhi la realtà ma non ho ancora imparato a barare e questo
un poco mi preoccupa, perché non sarà facile, no, non sarà sempre così facile da poterne trascurare con leggerezza tutti i possibili risvolti.
Ho imparato a scrivere, non ho imparato a vivere” … così sintetizzava Pavese tutto il suo senso di inadeguatezza nei confronti della realtà che lo circondava, ma Pavese aveva nel complesso un pessimo rapporto interiore con l’intero universo femminile, quindi, io, ho decisamente ancora una speranza.
Senza speranza non avrebbe infatti molto senso fare adesso gli AUGURI che si merita a tutto il resto del mondo, che sarebbero poi tutte quelle persone che, pur non vivendo dentro di me, dentro di me si sono comunque ritagliate uno spazio che, considerando la perdita del senso della misura metrica all’interno di un ambiente che è essenzialmente mentale, risulta in effetti potenzialmente immenso.

  Buon Anno

(L’immagine in alto è opera di Gaetano Ligrani ed ha per titolo: Omino che riposa)

LA FINE NASCONDE SEMPRE UN NUOVO INIZIOultima modifica: 2007-12-30T22:40:00+00:00da gi.punto
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9 pensieri su “LA FINE NASCONDE SEMPRE UN NUOVO INIZIO

  1. Io non ho imparato nè a scrivere nè a vivere. Ma so che finché riuscirò a ridere di questa vita così bislacca, a volte, vorrà dire che avrò imparato a non fermarmi mai. Davanti a niente, davanti a nessuno. Ti abbraccio Giuliano, ed auguri di buon 2008. Bacioni.

  2. Come ben sai PrimaCivetta è praticamente un blocco unico con la sua gobba, per questo apprezzo in particolare modo il tuo augurio che il nuovo anno si porti via entrambe, insieme a cunette e dossi. Bel colpo (gobbo) sarebbe questo, che varrebbe davvero la pena di essere vissuto. Lei apprezzerà di meno, ma chi se ne importa. Per consolarla le lascio volentieri la mia parte di baci collettivi. Sono una Civetta delle Nevi, egoista, vanesia e con la R moscia, la promiscuità mi fa “ovvove” 🙂 Che il tuo nuovo inizio ti porti esattamente dove vuoi…

  3. L’imparare a vivere è fondamentale direi, direi più dello scrivere.. Buon anno Giuliano(troppe g stanno creando confusione anche a me) ,porterò i tuoi saluti a stefi, lei non è più qui(bloggisticamente parlando eh) , ma la ns.amicizia continua , apprezzerà e ricambierà lei stessa.Un abbraccio.Gabri senza punto 🙂

  4. Credo che più che qualche seppure benevola (??!!) sberla, in questo specifico caso sarebbero bastate le carezze, anche con la minuscola. Ma comprendo, non tutti sanno accettare che dall’altra parte potrebbero trovare un muro, insomma è un rischio che ci vuole una bella dose di incoscienza per poterlo correre.
    Evidentemente sei ormai troppo avanti con gli anni, vecchio mio, sia per “provarci nonostante”, sia per percorrere strade diverse, anche se il farlo, quantomeno ti toglierebbe dall’impaccio di provare quella punta di invidia, permettendoti così di poter meglio indirizzare il tempo recuperato, usandolo per evitare di cadere di meno in certi errori.
    Le fasi di crescita non finiscono mai, perchè da imparare c’è sempre qualcosa ed è questo che, in fondo, ci da la spinta per andare avanti. Altrimenti moriremmo di noia. Almeno io la vedo così.
    Non credere che questa sia una risposta impietosa o cinica, ispirata dal “guardare troppo da dentro”, se mi permetto con Te queste parole è solo perchè vivo costantemente momenti come questi, visto che sono ancora in “fase di piena crescita” e grazie a questo so capire quando basta un semplice gesto di Affetto e non una ramanzina condita da sberle, per placare certe sofferenze.
    Credimi: è vero, molto spesso siamo noi a non capire o a non volere, magari anche il più delle volte, ma l’essere in fase di crescita lo contempla, anche se non deve essere una giustificazione perpetua, ma altrettanto spesso sono gli altri che non sono minimamente interessati a farlo.
    Pare che a volte tu prenda molto a cuore ciò scrivo, quasi ti senta “parte in causa”. E allora rileggo il mio commento e anche il tuo e la sai una cosa? Mi viene da ridere. Ti rendi conto che letti da “fuori” potrebbero sembrare schermaglie d’amore? Con la a minuscola e il condizionale è, mica che poi qualcuno, compresa la sottoscritta, ci creda:-))). Certo se al contrario, tu provassi per me una corposa esaltazione dovuta ad amorosi sensi (bella questa è?), allora palesati suvvia. Non è detto che non sia disposta a spegnere il “Gas” e a scappare via…certo se le sberle le lasci a casa. Hai idea del gossip che ne conseguirebbe?:-))
    Una volta qualcuno mi ha detto che i temi che affronto nello scherzare sono per me molto seri e che si sente che comunque non mi è facile il farlo. Son quasi certa che questa cosa non valga anche per te, speranzosa come sono di non risultarti troppo “imbarazzante” 🙂
    Comunque ti lascio un Abbraccio, con la maiuscola e pieno di calore. Son altresì certa, in questo caso al 100 per cento, beh facciamo al 99 dai, che persino Tu non sia abbastanza di pietra per non contraccambiarlo..:-)
    E’ sempre “molto stimolante” confrontarsi con Te, altro che anelli strani e adesso me ne vado, sennò davvero rischio grosso :-). Alla prossima?

    P.S. Ottima idea perdersi in un paesaggio di tal fatta. Colori brillanti e forti, come certe Emozioni…

  5. I controsensi e le contraddizioni sono il mio pane quotidiano, così come i cambiamenti di umore. E, per fortuna, a volte, anche i cambiamenti di opinione.E con siffatto bagaglio mi avvio per questo anno impervio con l’ottimismo e il pessimismo di sempre. Auguri.

  6. A costo di sembrare melensa… ebbene, la fine del 2004 è stata forse la parte migliore dell’anno, grosso modo dal 6-15 dicembre in giù;-) E in fondo hai proprio ragione, ogni fine racchiude un inizio… buon anno, in ritardo e tra scartoffie di scrutini, medie di voti etc. etc. etc. aiuto afffogo!!!! A presto, M.L.

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