BRIVIDI

Brividi
 
“Chi vuole andare al di sotto della superficie delle cose,
lo fa a proprio rischio e pericolo.”
(Oscar Wilde)
Non nego di aver avuto qualche brivido mentre leggevo le tue parole.
Forse una bugia in effetti te l’ho detta, non è vero che non sono complicato.
A volte mi illudo che sia così e cerco di leggere la realtà in maniera più semplice di quanto in effetti essa sia, ma la realtà invece è probabilmente diversa.
Capisco le tue parole, le condivido quasi in pieno, comprendo i pensieri che devi aver seguito per arrivare a certe conclusioni … eppure un poco mi spaventano, è più forte di me.
Credo Tu abbia fondamentalmente ragione, e che la tua analisi sia molto più aderente alle cose di quanto spesso non risulti la mia.
Il problema però è che a volte chi vede bene il panorama finisce inevitabilmente per non notare la mosca sul proprio naso, e viceversa. Io sono troppo affezionato sia al panorama che alla mosca … e questo mi frega, perché poi finisco per perdere il filo delle cose, anche se certi particolari del panorama, e della mosca, ho la netta sensazione di essere riuscito a gustarmeli veramente solo io.
Ho sempre sospettato che la sofferenza più grande sia generata dal non essere compreso fino in fondo, ma poi penso che al mondo ci sono anche persone che di questo non sentono assolutamente il bisogno, e non se ne fanno certo un problema.
Forse è proprio questa l’essenza: se il bisogno lo senti in maniera eccessiva, perché vorresti condividere veramente tutto, è proprio lì che l’impresa diviene di per sé ancor più improbabile.
Ci sono momenti, come questo, in cui mi rendo conto che le parole per spiegare quella particolare “cosa” non ci sono proprio, non esistono, nessuno le ha ancora pensate. Eppure quella cosa che sento esiste veramente, è chiara, è forte ed evidente, e penso che debba essere necessariamente condivisa, perché non può appartenere solamente a me.
Per una volta però sento anche che non voglio convincere, è sempre stato un errore cercare di farlo, anche se era commesso certo in buona fede.
Ciascuno di noi ha i propri modi, i propri tempi ed una diversa sensibilità, e tutte le diverse sensibilità hanno diritto di avere necessariamente una uguale dignità.
Credo di aver commesso molti errori, anche se non era certo mia intenzione, ma adesso piano piano me ne sto rendendo conto.
Nella mia testa in questo momento è presente un po’ di tutto: gli ultimi anni ed anche quelli precedenti, gli ultimi brividi che ho provato questa sera e quelli che invece hanno oramai qualche anno alle spalle.
So perfettamente che tutto non è stato detto, tutto non è stato fatto e neppure anche solamente analizzato, ma per una volta voglio farmene una ragione. Ho cercato di dare ma in definitiva molto ho anche ricevuto, e questo mi deve bastare.
Non so se tutte le cose siano in effetti “a termine”, anche se sulla lunga scala è certo così (prima o poi dovremo lasciare anche questo nostro corpo a cui abbiamo finito per affezionarci) resta però il fatto che io mi sono ingenuamente sempre rifiutato di accettarlo questo semplice concetto.
In nome della trasparenza, che ultimamente ho invocato in maniera così intensa, forse è il caso che, nel cercare di comunicare, a qualcosa finisca per rinunciare anch’io.
Un passo indietro a volte, se il terreno è solido, può consentire una prospettiva più favorevole.
BRIVIDIultima modifica: 2008-09-25T00:33:00+00:00da gi.punto
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8 pensieri su “BRIVIDI

  1. Che dirti, se non quello di aver appena letto un poema, una lacrima che lentamente muoveva quelle dita sulla tastiera e che ti hanno permesso di creare un racconto..da brividi. Non so a chi hai voluto indirizzare il tuo ultimo sfogo, ma lo faccio mio e per tutti quelli che un giorno o l’altro si ritroveranno nelle tue parole. Il blog credo nasca da una idea supeficiale, anche questo, ma infine ognuno di noi non riesce a non metterci qualcosa di suo che solo per questo diventa qualcosa di profondo da offrire al mondo. I miei complimenti, ciao
    Il Messia

  2. Non so se ti ho ritrovato per caso o se ti ho volutamente cercato… Di certo, a ripensarci, durante la mia lunga assenza dal mondo virtuale mi sei mancato… Qualunque sia la ragione che mi ha portato qui oggi, leggendoti a distanza di tempo ho provato un brivido grande e la strana sensazione nel fare un tuffo nel passato… Tornerò a trovarti, per salutarti ancora, avere tue notizie e sentirti accanto a me come un tempo…
    A presto, Giuliano. Un abbraccio stretto stretto come quelli di tanto tempo fa…
    Edy

  3. Sarà che provo una innata antipatia per le mosche che mi si posano sul naso, specialmente al mattino quando sono ancora sotto le lenzuola, che preferisco guardare il panorama. Hai mai provato a contare, con il solo contatto del naso le zampe della mosca mentre questa ci passeggia sopra beata? Non è possibile e neppure le puoi contare guardandole a meno di uno sforzo eccessivo. Non sempre la vicinanza e il contatto ti consentono di vedere e capire meglio. Io lo so che se ti parlo di distanza di sicurezza tu, istintivamente, tenderai a convincermi che è un concetto valido solo per il codice della strada, ma i tuoi argomenti non riusciranno a raggiungere il risultato sperato. Che sia per la mia vena di pessimismo che non può mescolarsi con i tuoi canali di ottimismo? Però, ti prego, non rinunciarci, non saresti più tu (magari saresti anche meglio chissà, ma non saresti tu!). Sarebbe come se qualcuno ti avesse smontato e rimontato dimenticando qualche pezzo e visti i tuoi post precedenti sui tagli e i dispetti…non oso immaginare quale potrebbe essere il pezzo mancante!!!:-)))))

  4. Che siamo, poi ? Forse più del detrito che si porta via la corrente dopo il temporale abbattutosi su un fiume, o forse più dell’albero squarciato dal fulmine nella notte, o siamo forse più delle dune che il vento raccoglie per abbassarle o innalzarle a suo piacimento ?
    Non siamo niente più di questo. Siamo poco, così poco che non ci bastiamo e mai ci basteremo. Siamo quello che neanche le parole sanno dire. Neanche i ricordi sanno davvero conservare. Nemmeno il silenzio può davvero spiegare.

    E’ semplicemente il pensiero che il tuo post mi ha suscitato. Un pensiero filtrato, misurato. Un pensiero velato. E molto altro ancora. Molto di più, come fosse per me uno sguardo fulmineo su cose del mio passato. Che bizzarro, a volte, trattenere un’emozione come adesso. Per paura che ti faccia troppo male. Un bacio sulla guancia, mio Psyco.

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