UNA PARTE DI ME

Machete
 
“Ho il culto delle gioie semplici, sono l’ultimo rifugio di uno spirito complesso.”
(Oscar Wilde)
 
Qui c’è una parte di me che non voglio cancellare, né dimenticare.
Quando a suo tempo lo ha fatto, è emersa da sola, in maniera inconsapevole, con un po’ di fatica ma anche con tanto entusiasmo.
E mentre mi squarciava, per uscire fuori, sentivo con forza che ne valeva la pena.
Sarebbe un peccato, adesso, ricacciarla nel limbo delle cose non dette, delle cose non fatte, delle cose che sentono di non farcela più.
Non è poi così importante aver completato o meno in maniera perfetta il lavoro intrapreso, esser giunti davvero fino in fondo a un cammino mai veramente compreso, ma è bello averci comunque  almeno provato, con tutta la forza che nemmeno sapevo di avere.
Guardandomi indietro, non posso che sorridere delle ingenuità vissute, momento dopo momento, degli entusiasmi spontanei e vibranti o delle emozioni mai del tutto scontate; dell’Affetto provato però no, di quello non voglio sorridere, merita certo assai maggiori attenzioni.
E sono felice di non essermi perso del tutto mentre cercavo di seguire quei fili invisibili che non avevo tessuto; anche se resto consapevole, senza pentimenti né scatti di orgoglio, di non essermi mai sottratto di fronte al dolore.
Avverto chiaramente che certe sensazioni iniziali sono rimaste intatte dentro di me, ben celate in qualche angolino, come parecchie delle domande che in realtà cercavano solamente un pochino di pace; ma in fondo si sa, è sempre così: quando ci si addormenta di solito è per sempre, e quel momento credo proprio che non sia ancora arrivato.

UNA PARTE DI MEultima modifica: 2008-11-23T17:13:00+00:00da gi.punto
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8 pensieri su “UNA PARTE DI ME

  1. Il rimpianto è per le volte che non “l’ho data”, pensa dove potrei essere arrivata lasciandomi “trascinare” per strada. Solo che forse sarei già giunta a destinazione e avrei semsso di “darla” a chiunque me la chieda. Ho la fortuna di non avere molte richieste, altrimenti si sarebbe inflazionata secondo un meccanismo perverso che all’aumentare della domanda ne abbassa il prezzo :-).
    Tu sei Tu. In questo post sei decisamente tu qui. Ma è nella foto che esprimi tutta la tua essenza 🙂

  2. Quale cammino si lascia veramente comprendere fino in fondo? Anche il tuo post rimane per me vagamente oscuro, ma forse è ciò che vuoi. Ciò che vogliamo tutti qui, dire e non dire, e lasciare una libera interpretazione. Non ti chiedo neppure se sei tu quello nella foto.

  3. Sei sicuro di non essere dei Gemelli? perchè io leggo il post, mentre guardo la foto, poi guardo la foto mentre ripenso al post e ci vedo due persone completamente diverse… che poi fanno un’unica persona a ben pensare… la malinconia delle tue parole, si stempera nell’ironia dell’immagine… va be’, va be’ la tengo corta, altrimenti, con quel machete chissà cosa puoi combinare! Buona serata, Gea

  4. Venire fuori, inconsapevolmente o con la decisione fredda di un killer conta poco, perché sì, tu lo dici, ne vale la pena. Perfino aspettare ne vale la pena, in fondo. Io a furia d’aspettarti infatti mi sono fatta il naso ghiacciato e strofinare le mani serve a poco. Fa un freddo boia. Epperò vederti tornare qui è entusiasmante.
    Indipercui ti do un piccolo “benvenuto”, perché potrebbe darsi sia un ritorno, è vero. Ma anche no. Potrebbe darsi che sia, piuttosto, un inizio nuovo. Ecco. Baci, pdv

  5. La mia gioia è che siate davvero passati tutti (o quasi). Solo per farvi sapere che il mio pensiero augurale era con voi. E come dici tu, il tempo ha una importanza relativa. Molto relativa.
    PS. Un augurio c’era anche per quelli che ormai non frequentano più questi luoghi, ma mi sembrava un eccesso citarli tutti anche quest’anno. Non voglio passare per una “vecchia sentimentale”.Ciao Giuliano. All’anno prossimo.Anna.

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