PRENDERSI SUL SERIO

Prendersi sul serio
 
“Chi non s’aspetta l’inaspettato non troverà la verità.”
(Eraclito)
 
Questa mattina, la parte di me che ancora non credo di aver compreso molto bene, di fronte al cancello del parcheggio, ha tirato di lungo e, senza chiedermi neppure il permesso, mi ha portato fuori città.
Lì per lì mi sono quasi spaventato, perché non avevo proprio idea di quali fossero le sue reali intenzioni. L’unica cosa che mi sembrava di intuire era la sua assoluta determinazione a non volersi sedere, con quell’umore, alla solita scrivania.
Rassicurato almeno in parte dal sottile sorriso che dallo specchietto retrovisore stava iniziando ad illuminare la mia faccia, ho deciso allora di non cercare nemmeno di oppormi e di assecondare in maniera passiva quell’improvvisa follia. La chiamo in questo modo perché probabilmente è proprio di questo che si tratta.
L’auto, dopo aver superato anche l’ultima periferia, ha iniziato così ad arrampicarsi lentamente lungo i fianchi delle colline.
 
I chilometri si stanno sommando, uno dopo l’altro, ed è piacevole guidare assecondando ogni curva con le vibrazioni che sento bussare piano dentro di me.
Il cielo, adesso che ci faccio caso, è veramente stupendo, così azzurro e limpido che ho l’intensa tentazione di uniformare a lui anche tutti i miei pensieri.
Sinceramente, adesso che ci faccio per caso attenzione, non avverto nemmeno più in maniera chiara il dualismo iniziale tra le mie due diverse nature che, come spesso avviene in altri momenti, si ritrovano in continua ma pacata lotta tra loro.
Non so se la parola armonia sia quella più adatta ad inquadrare il momento ma so per certo che non è poi così importante inquadrare  sempre in maniera chirurgica il momento, è molto più importante viverlo.
L’aspetto in apparenza più interessante è che la giornata è veramente limpida e trasparente e poi non c’è nemmeno traffico, anzi, a dire il vero, qui intorno non c’è proprio nessuno. Mi fa compagnia solamente il candore intenso della neve che, per contrasto, risalta in maniera ancor più forte ai fianchi del nastro ricurvo d’asfalto scuro su cui scivolano quasi senza rumore le mie ruote, e  poi c’è solamente la distesa continua ed infinita degli alberi spogli e coperti di ghiaccio tra i cui rami richiama tutta la mia attenzione quell’intenso cielo azzurro che, da solo, basterebbe a dare un senso all’essersi spinto sin qui.
All’improvviso però mi rendo conto di quale sia il vero disegno sotteso dell’altra mia metà. Per un attimo mi sono lasciato distrarre dalla situazione ed ho perso il senso della sua precisa, distinta ed autonoma volontà. Ho compreso infatti solo in questo istante che questo non è affatto un Viaggio casuale, come potrebbe sembrare, senza meta e con direzione vagamente inquadrabile come “oltre l’orizzonte”. Ecco cosa aveva in mente e dove voleva condurmi, senza confessarlo apertamente, adesso l’ho finalmente compreso: questa è la stessa strada della mia antica “Promessa”, la stessa di tanto tempo fa e che temevo di aver definitivamente smarrito, dentro di me, ma che, proprio per questo, avevo un così profondo ed urgente bisogno di ritrovare per potermi di nuovo sedere con lo spirito giusto alla solita scrivania.
A volte, anche per caso e seguendo percorsi inconsapevoli, si può arrivare a fare le scelte migliori, quello che purtroppo non è possibile è però il codificarne con certezza le regole in modo da poterle applicare nei confronti d’ogni nuova difficoltà.
Il colore della neve non è sempre, come si crede, il bianco assoluto. Non so se questo dipenda da una giornata così speciale ma, sotto il mio sguardo, il manto nevoso è adesso quasi tutto argentato, con i raggi del sole che ne ravvivano la superficie ghiacciata accendendo milioni di microscopici puntini luccicanti.
Un cerbiatto non ancora maturo attraversa più avanti la strada saltellando di corsa, non sembra però spaventato, sembra piuttosto anche lui semplicemente perso dentro i suoi pensieri.
Mi accorgo adesso che la strada sta perdendo pian piano il suo colore e tutto quanto scompare proprio sotto la neve. Dovrei probabilmente iniziare a preoccuparmi, quest’anno non sono ancora andato a montare le gomme da neve, non credevo di averne bisogno, ma nonostante tutto non ho alcuna intenzione di iniziare a preoccuparmi per questo, non oggi, non in questo momento. Vado avanti, senza pensarci troppo.
Solo una cosa ci tengo a sottolineare, se dovesse capitare di non incontrarci più, i casi sono due: nel primo, l’auto, che sta già iniziando impercettibilmente e slittare, potrebbe aver finito per impantanarsi in maniera definitiva (in questo caso probabilmente sarò ritrovato solamente in primavera, allo scioglimento dei ghiacci, perché di qui sembra proprio non passare nessuno), oppure, in alternativa, potrei in effetti essere riuscito a ritrovare proprio l’inizio di quel sentiero nel bosco che temevo di aver dimenticato e, in questo caso, potrei anche decidere di restare questa sera a godermi un altro tramonto.
In entrambi i casi, comunque sia, sento che avrò il sorriso sulle labbra.

PRENDERSI SUL SERIOultima modifica: 2009-01-29T23:29:00+00:00da gi.punto
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5 pensieri su “PRENDERSI SUL SERIO

  1. Ci sono strade che si imprimono in qualche luogo misterioso del nostro essere, a metà tra il cuore e la memoria… Ti aspetta, non è ancora Ottobre, non l’hai rivista al tramonto, ma è lì, con tutta la sua magia e le sue promesse… Credo che questa mattinata di “follia” ti abbia fatto un regalo grandissimo: farti ritrovare un pezzetto di te, dirti che il tempo è passato, certo, ma in fondo ci sono ancora promesse e strade che ti aspettano. E luminosi mattini d’argento e di azzurro.
    Un saluto. Un buonanotte e uno speciale;-) Buon Lunedì. Il tutto accompagnato da un abbraccio, se mi permette. Gea

  2. ciao g. quanto tempo!! Questi sono attimi di follia, ma forse è solo un po’ di assennatezza. tirare diritto verso i monti, anziché andare in ufficio è una sensazione bellissima. L’ho fatto tanti anni fa una prima volta e ogni tanto lo rifaccio ancora. Così, senza pensarci

  3. Come mai oggi tutti parlano di scelte? Scelte giuste, scelte improvvise, scelte comunque. E io mi sento ancora più prigioniera dei miei giorni. Io non posso scegliere, posso solo affogare. Di inerzia, di noia, anche di rancori vecchi e mai sopiti.O forse devo solo guarire in fretta e inerpicarmi anch’io su una montagna o scivolare verso il mare, in cerca di un cielo più blu.

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