CON L’OCCHIO DEL CUORE ED OLTRE

Nella neve

“Lo so che dovrei farmi gli affari miei, ma ogni tanto mi chiedo:
cos’è che vi tiene così lontani per tanto tempo?”
(Setteparole)

Spero che l’immagine qui sopra possa costituire una esauriente risposta alla domanda posta.
Restano altre domande, ovviamente. Una di queste, a cui risposta non so ancora dare, è certamente quella che cerca di fare luce sul mistero che porta un individuo adulto, nel pieno delle sue facoltà mentali, a proseguire per la sua strada, apparentemente senza alcun motivo, per finire in maniera pienamente consapevole a “perdersi nella neve“, senza speranza alcuna di poterne uscire fuori, perlomeno non da solo.
Ci sono momenti in cui si ha la netta sensazione di dover tirare dritto, senza timori o tentennamenti e, soprattutto, senza paura alcuna delle inevitabili conseguenze. Sono momenti lucidi questi, per me. Non è affatto perdersi ma l’esatto contrario: ritrovarsi. Non sempre è possibile riuscirci, ovviamente, però resta comunque importante provarci, almeno ogni tanto.
Vorrei anche ringraziare con Affetto Chi le domande ha ancora voglia di porsele e, soprattutto, chi ha ancora il desiderio di porle agli altri, e senza secondi fini. Mi rendo conto che questa è un’attitudine, o una predisposizione, che va via via perdendosi, non possiamo farci nulla se non cercare ancora di coltivarla il più possibile, apprezzandola in maniera profonda dentro noi stessi quando ci capita ancora di incontrarla per strada.
Un Dono è quindi necessario, qualcosa di molto personale.
Una volta mi hai chiesto indirettamente se ero io quello nella fotografia. Non so perché non mi sono sentito in quel momento di risponderti in maniera esplicita, forse perché in questo spazio, che per certi versi amo profondamente, ho sempre cercato di conservare con rispetto una certa privacy almeno esteriore, visto che quella interiore restava comunque ad alto rischio di esposizione. Ecco allora che il biglietto che questa mattina Alessandra ha voluto accompagnasse la mia colazione mi sembra proprio la cosa più adatta ad esprimermi in ogni piccolo particolare.
Guardando il disegno mi è tornato alla mente quello analogo in cui Alessandra rappresentò qualche anno fa sua madre. Non c’è che dire, all’occhio acuto del Cuore mia figlia ha saputo aggiungere adesso anche qualcosa di più, qualcosa che le consentirà, spero tanto, di affrontare con sempre maggiore consapevolezza il mondo che avrà intorno e che un giorno dovrà finalmente affrontare da sola.

Festa del Babbo
CON L’OCCHIO DEL CUORE ED OLTREultima modifica: 2009-03-19T13:44:00+00:00da gi.punto
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6 pensieri su “CON L’OCCHIO DEL CUORE ED OLTRE

  1. Questo post meriterebbe un commento in grado di superare quelle barriere della privagy “esteriore” che anche io conservo e difendo come te. Mentre di noi (interiormente ) un attento lettore potrebbe capire veramente tutto. Ti dico solo che comunque un post così è per me la miglior risposta alla mia indiscreta, ma affettuosa domanda. E forse è quello che alcuni di noi chiedono a questo luogo di passaggio: un ancoraggio meno blando e un ricordo amichevole, benché saltuario.
    PS. Ricordavo l’altro disegno di Alessandra e questo completa il suo quadro di amore. Quella bambina di cui ti accennavo allora nel mio commento mi ha regalato un altro disegno: mamma, nonna, nonno,lunghissimi, e una piccola bimba che li tiene per mano (lei).
    I bambini ci guardano (non era il titolo di un vecchio film?)

  2. E’ buffo ma la mancanza di prospettiva ti fa sembrare intento al tuo lavoro in equilibrio su un filo.
    Quello che si vede è il bellissimo babbo della tua bimba, col braccino corto 😉 (lo dicono le immagini, non io) e un parrucchino che non gli rende giustizia. L’istinto è quello di avvolgerti nel domopack per conservarti così, intatto, il più a lungo possibile 😉 A parte le battute credo che tua figlia sia una vera artista. Pochi bambini sono in grado di disegnare come fa lei, con tanta ricchezza di dettagli e particolari. Buona festa del “babbo” .

  3. Gli “attenti lettori” purtroppo non abbondano da queste parti.
    Quelli che invece credono di esserlo o che lo fanno solamente in maniera molto superficiale sono al contrario molti di più.
    A volte sono i limiti del mezzo, a creare incomprensioni, in altri casi sono invece proprio i limiti delle persone stesse ad impedire che il miracolo della comprensione, perché di miracolo si tratta, possa veramente verificarsi.
    L’ottimismo non è un buon motivo per pensare sempre “bene”, ma anche l’ottimismo e la buona predisposizione nei confronti degli altri da queste parti spesso scarseggiano. Credo pertanto che non ci resti che l’Affetto, quando almeno quello è sincero, a cui aggrapparci in questi nostri, a volte maldestri, tentativi di “comunicazione”.

  4. Guardando questo ritratto riesco quasi a percepire il rimescolio che ti devono dare tutti quei cuoricini… questo disegno è fatto veramente con occhi che amano; ogni particolare “dice ” questo affetto e credo proprio che non ci siano altri regali “pelosi” o minerali che si potrebbero volere;-))
    Direi proprio che ieri tu sia stato degnamente festeggiato… E oggi, miracolosamente l’Alzheimer non mi ha impedito di ricordare una certa Amica;-))
    Buona notte, M.L.

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