UN CONTRIBUTO ALLA RIFLESSIONE

Schiera maestosa e terribile

“Non trovo le parole. Taccio, con l’emozione in gola.”
(.)

La magia delle parole non nasce dalla bocca, e nemmeno dalle dita, ma solamente dal Cuore (ed io considero la mente un accessorio non certo secondario del nostro muscolo cardiaco).
Ogni tentativo contrario a questo semplice principio, vissuto in maniera più o meno consapevole, può essere ragionevolmente definito come mistificazione.
La qualità delle parole è un’altra cosa, questo è ovvio, e non può discendere semplicemente dalle intenzioni, dalla sensibilità o dalle velleità che ad esse eventualmente si collegano, tuttavia, in ogni caso, la differenza tra Vita ed accademia resta tutta, con la pesantezza di un macigno che può essere ignorato solamente da chi si ostina a non volerlo vedere.
Un concetto a mio parere leggermente più complesso da condividere è invece quello relativo all’Anima delle parole. Sono fermamente convinto che questa non sia donata in maniera esclusiva da chi “parla” ma che, al contrario, ad essa partecipi in maniera imprescindibile anche chi “ascolta”, e sotto questo punto di vista le intenzioni finiscono per assumere una valenza niente affatto secondaria.
Detto questo, è giusto che ciascuno faccia delle parole l’uso che meglio crede o che, più semplicemente, è in grado di credere.

UN CONTRIBUTO ALLA RIFLESSIONEultima modifica: 2009-03-25T15:32:00+00:00da gi.punto
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4 pensieri su “UN CONTRIBUTO ALLA RIFLESSIONE

  1. Le parole. Su di esse ho riflettuto, pensato e le ho usate come meglio potevo. E stasera rifletto sulle tue e penso che il nodo potrebbe essere proprio quello: le “intenzioni di chi ascolta. O meglio ancora, l’intenzione di ascoltare. Ascoltare, beninteso non sentire.
    Probabilmente anche io ho travisato le tue parole, ma non ne avevo l'”intenzione”. Ero concentrata sulla mia.

  2. Il mio vecchio preside ripeteva sempre una frase detta da non ricordo chi “benedetto due volte chi dal peggio riesce a trarre il meglio”. Cerco spesso di seguire questo consiglio e ti dirò, è vero che è meglio sapere che la responsabile delle mie azioni sono io. Di gran lunga preferibile ad attribuire tutto alla cattiva sorte. Un saluto amichevole.

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