LECTIO MAGISTRALIS

Renzo Piano

C’è sempre qualcosa da imparare ed io, in questi casi, non mi tiro certo indietro.

La giornata è iniziata Piano ma poi è stato tutto un crescendo di emozioni.

Il primo concetto che sono riuscito a metabolizzare con chiarezza nella mente è che per perseguire ed ottenere i risultati auspicati non tutto deve sempre e necessariamente essere spiegato, anzi, in certi casi, è meglio non provarci neppure.

Se il committente crede infatti di avere le idee chiare, è più facile che finisca prima o poi per mettere i bastoni tra le ruote, anche involontariamente. Molto spesso i più grandi capolavori hanno visto la luce proprio in virtù del fatto che chi poteva impedirne la realizzazione non si era reso conto di quali fossero le reali intenzioni progettuali.

A questo proposito, allargando il discorso, mi torna alla mente anche una saggia massima che invita a non discutere mai troppo a lungo con un cretino, la gente potrebbe infatti non notare alcuna differenza e si finirebbe inevitabilmente per fare una pessima figura.

La seconda cosa che mi è sembrata particolarmente significativa, tra le innumerevoli emerse nell’occasione, è mutuata dall’intuizione di una grandissima scrittrice: creare è un po’ come saper guardare nel buio, con coraggio e con passione.

Non sono Piano ma sono sempre stato comunque abbastanza Lento da aver provato in effetti a perseguire con sincerità e consapevolezza proprio questo obiettivo e perciò, indipendentemente dai risultati ottenuti che com’è noto non sono legati solamente alle proprie capacità o alle semplici intenzioni, continuo a coltivare un sostanziale ottimismo che si alimenta anche della semplice considerazione che …

E qui sarà meglio che mi fermi, perché altrimenti finirei per contraddire il primo principio espresso ed io non voglio certo entrare in contraddizione con me stesso, sarebbe disdicevole.

(Auguro a tutti un radioso Futuro)

LECTIO MAGISTRALISultima modifica: 2009-10-01T23:55:00+00:00da gi.punto
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10 pensieri su “LECTIO MAGISTRALIS

  1. Dai tempo al tempo e vedrai… come si suol dire, pochi ma buoni, passeranno e ti daranno il bentornato. Le mie antenne ammaccate captano toni di commiato, di stanchezza; già avere letto un fumetto che hai lasciato a decantare per ben due anni lascia intendere che fosse arrivato il momento di chiudere… io lo lessi d’un fiato e sono solo riucita a pensare che fosse un finale troppo scontato e “comodo”, poi per attutire il dolore del distacco non ho più voluto pensarci e non l’ho più preso in mano… atteggiamento più diverso del nostro non può esserci, che dici? Ma forse ne parlerò con più calma altrove… Se il caffè si fredda, si può sempre farne una bella moka nuova… Buona domenica. A me sei mancato, va bene detto così?

  2. Insomma ci sei o non ci sei? Leggo un post già vecchio di due mesi e cerco di capire dai commenti se sei tornato per restare o no. E non direi…
    Però è bella questa intuizione che ti spinge a passare tra link (che non cancello) nella speranza di ritrovare qualche vecchio “amico” latitante.
    Ad ogni modo Buon anno nuovo, G. e se ripassi, fatti vivo.

  3. Caro Gi., esistiamo, altrove, ed esistiamo qui… anche se tu te ne stai in silenzio… il mondo va per la sua strada e non credo farei la differenza… quel che è certo è che un tuo passaggio furtivo può essere un bel regalo, qui, e rendere più sorridente la giornata altrove… un saluto anche a te, M.L.

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