ENTUSIASMI

TURNER



Ho sempre seguito gli entusiasmi che vivevo, senza chiedermi se avessero un senso oppure una convenienza più o meno esplicita e rassicurante.
E non mi riferisco agli entusiasmi del momento, quelli che in superficie prendono quando ci si trova di fronte a qualcosa che ci attira in maniera accattivante. Mi riferisco a quei particolari entusiasmi che possono essere indicati come “ad adesione profonda”, quelli che non ti lasciano da solo, un attimo dopo, con il dubbio di essersi sbagliati a fidarsi di loro.
Forse è anche per questo che non ho mai sentito veramente il bisogno di chiedermi se avessero un senso oppure no, se fossero giusti o sbagliati, se prima o poi mi avrebbero portato in qualche “luogo” adatto a me ed ai miei pensieri, un luogo che valesse la pena di essere visitato, un luogo dove fino in fondo mi sarei sentito “a posto” con me stesso. Li ho sempre seguiti e basta.
Non credo francamente di aver sbagliato in questo, perché se avessi fatto diversamente adesso sarei certamente qui a rimpiangerlo ed a chiedermi come sarebbe potuto essere il mio presente, se non avessi avuto il coraggio, o l’incoscienza, di non pormi troppe domande lungo la strada che stavo seguendo.
E allora? … Dove sta il problema? Ammesso che di un problema si tratti.
Troppo semplice metterla su questo piano. I problemi non sempre ci sono o non ci sono.
A volte le domande che si è cercato per troppo tempo di non vedere, o che semplicemente si sono trascurate e non si sono ascoltate perché in quel momento i pensieri erano rivolti altrove, quelle stesse domande, dicevo, tornano alla mente e, nel fare questo, esigono risposte semplici ed esplicite: risposte a cui, in certi casi, non si è preparati.
Una “pausa di riflessione”, concetto troppo spesso abusato ed utilizzato per celare altro, diviene in questi casi, al contrario, un momento necessario. E con essa diviene anche necessario placare, almeno per un attimo, quegli stessi entusiasmi che, come aquiloni impazziti in una tormenta, vorrebbero trascinarsi ancora una volta lontano, fuori da ogni regola o controllo.
Adesso, sto tenendo in mano le corde che li legano a me, con il timore che da un momento all’altro possano spezzarsi. Ma non c’è l’ansia di poterli anche vedere mentre spariscono oltre l’orizzonte, anzi, a dire il vero, in questo momento non sento neppure il vento violento che cerca di strapparli a me. Non sento alcun rumore, mentre tutto intorno sembra impazzito, sradicato, trascinato via.
Sento solo il bisogno di sedermi, quasi come assente a me stesso, ed aspettare che passi.
E’ una calma che non conosco, quella che provo adesso: senza paure, senza coinvolgimenti, senza esitazioni.
Perché non si può perdere ciò che non si è mai avuto veramente … e se invece, al contrario, lo si ha veramente, beh … allora, in questo caso … non è facile perderlo.

ENTUSIASMIultima modifica: 2006-06-27T11:04:15+02:00da gi.punto
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16 pensieri su “ENTUSIASMI

  1. Il problema o il non problema, sussiste ogni volta che ci troviamo a doverci confrontare con entusiasmi nuovi, entusiasmi mai provati, fino a quel momento sconosciuti. A quel punto dipende dal carattere. C’è chi li sminuzza in minute particelle, per studiarli, per farsene una ragione, per tacitare il proprio costante bisogno di controllo su ogni cosa e così ne perde per strada l’essenza e chi, come te, li vive o cerca di viverli, fino in fondo, per godere della loro pienezza. Almeno finchè le domande che li riguardano non diventano pressanti…Com e te non ho mai conosciuto la calma che stai provando e sono curiosa, molto, di vedere a cosa ti porterà. Ho invece imparato quanto sia vero quello che dici nella frase finale, ma, poichè un po’ mi conosci, credo tu lo sappia bene. Non si spezzeranno quelle corde, ne sono certa…l’impo rtante è non esagerare nel tentativo di placare l’entusiasmo, rischiando di soffocarlo. In fondo, mi chiedo, che accadrebbe se, per una volta, si provasse a lasciarlo senza briglie, libero…senza regola e senza controllo?

  2. Sono un po’ in imbarazzo devo dire…perchè leggendo il commento sotto, mi sono accorta che la persona che lo ha scritto, che spero non me ne vorrà, ha dato voce anche alle mie parole. Non ho molto da aggiungere, se non che spero tanto che la tua calma ti porti al raggiungimento di qualcosa di bello nella sua unicità…Un Bacio.

  3. L’istinto del possesso è insito in ognuno di noi.. Per quanto ci imponiamo di realizzare razionalmente che qualcosa o qualcuno non è “nostro”, quando ne saremo privati ne sentiremo comunque la mancanza. E’ umano. La sensazione di stasi, di calma, è solamente quell’attimo che ti viene concesso prima di una nuova prova da superare. O, più semplicemente, la consapevolezza dovuta a nuove esperienze, ha ridimensionato tutte quelle piccole cose che prima ti “inquietavano “. 🙂 Tutte supposizioni, caro Gi. La verità è solo Tua. I Baci che ti lascio, invece, te li regalo dal cuore.. ;*** Mon.stranamente inquietaquestase ra

  4. Buongiorno psyco. Sa se c’hai bisogno tu di una consulenza ?! E dai, scherzo ovviamente. Ho letto quello che hai scritto. Una volta una persona mi disse “Sai perché non soffro per te ? Perché non sei mai stata mia, non ti ho avuto mai”. Eh .. avesse capito invece quanto mi aveva avuto .. tutto il mio cuore .. anche se non il mio corpo .. Ma, in fondo, sono stata felice che lui non abbia sofferto. Peccato che, invece, il dolore per quella persona sia stato mio compagno tanto tempo. Chissaà perché .. fors e. .io l’avevo avuto .. al contrario di quel che pensava lui di me .. Un abbraccio grande quanto il mondo e qsa in più. Bacio 😉

  5. Nessuna stupidaggine, è proprio quello che sento e come lo sento. E mi ha commosso che una persona che non conosco abbia perso tutto questo tempo con me. Sai G. provengo di un ambiente molto concreto, di risultati valutabili. Questa esperienza del blog, iniziata come gioco e condivisione, sta diventando importante. Anche se sembra stupido. Mi stupisce e mi disorienta anche che tutto quello che leggo da te mi tocchi così tanto. E non sai quanto mi costi dirlo. Per ora nient’altro. Grazie.Nina

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