PARTIRE

Cinquecento rossa

E’ un tema prezioso quello della Partenza. L’idea di Partenza resta infatti sempre intrinsecamente collegata a quella di “scoperta”, ed anche quando è una “fuga” a darle origine, non c’è dubbio che la speranza di riuscire ad approdare a nuovi equilibri sia comunque un qualcosa che, anche solo a livello inconscio, guida ed illumina i passi.
Un paio di giorni fa, camminavo nel tepore lieto del sole pomeridiano e mi guardavo intorno, ci sono momenti in cui tutto è più facile, anche “sentire” di esistere o, più semplicemente, “esistere”. Una diversa città, volti sconosciuti e strade percorse solo in lontananza, nel tempo, ero sereno, avevo uno scopo, ed i “pesi”, come d’incanto, si erano fatti improvvisamente più leggeri. Sono momenti che non esito a definire “miracolosi”, quando senti che, senza una ragione precisa ogni “sfera” ha raggiunto la sua buca, e questo anche senza aver impiegato un particolare impegno per riuscirci.
Avrei potuto passeggiare fino all’orizzonte, ed oltre, senza sentire stanchezza, o avvertire esitazione o ripensamento alcuno. Dovrei studiare la “ricetta” per poter riprodurre situazioni come queste, ma come minimo, verrebbe a mancare l’effetto sorpresa.
Guidare in autostrada è un qualcosa di molto diverso e, a seconda dei casi, trasmette sensazioni molteplici. Ho ricordi molto intensi della guida in autostrada, quasi incollati dentro in maniera indelebile. C’è comunque sempre il sole in quei ricordi: quello del tramonto, quello dell’alba oppure quello assolato della calura estiva, ma sempre il sole è presente a rendere comuni periodi della mia Vita anche molto distanti tra loro.
Nonostante le tante Partenze, non ho mai lasciato niente dietro di me: Affetti, ricordi, emozioni. Mi sono sempre portato tutto dentro, ed anche “fuori”. Probabilmente non potrei mai salutare qualcosa che si allontana per sempre, se è ancora in vita. E’ più forte di me. Scenderei di corsa i gradini per riabbracciare ciò che sto rischiando di perdere.
Mi piacciono però le “occasioni”, quelle che aprono nuove prospettive senza uccidere quelle vecchie. Sono sempre disposto ad “imbarcarmi” se ritengo che ne valga la pena. Ma non chiedetemi di non tornare mai più indietro.
Il mio è un mondo che si allarga “a macchia d’olio”, lentamente ma costantemente, in ogni direzione, pieno zeppo di partenze … ma anche di ritorni, di certezze. E non c’è zona di questo mondo che sia mai riuscito a salutare per sempre.
Non riesco però a “non partire”, è più forte di me, ne ho bisogno, un bisogno che non ho deciso e che non ho stabilito se condividere o no. C’è e questo mi deve bastare.
Ed allora salgo a bordo, cammino, mi immergo, “volo”, nuoto, vago con la mente, mi siedo sul sedile di un vagone di un treno in attesa di partire da una stazione sconosciuta e mi guardo intorno: persone, bagagli, paesaggi, odori e sensazioni sono quelli che sono, e, stranamente, sono quasi sempre quelli “giusti”.
Sono una persona fortunata, non c’è che dire, trovo sempre qualche modo interessante di passare il tempo in viaggio. Sono secoli che non mi annoio più. S’incontra sempre qualcuno con cui valga la pena condividere i propri pensieri, o anche solo il panino che, frugando bene tra i bagagli, sicuramente ho portato con me.
Ma non per questo riesco a staccare gli occhi da un paesaggio che, scorrendo dietro i vetri del finestrino, mostra con chiarezza ogni “elemento” che, solamente in apparenza o forse per scarsa fiducia, sembra che stia lasciando dietro di me.

PARTIREultima modifica: 2006-10-12T16:12:18+02:00da gi.punto
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6 pensieri su “PARTIRE

  1. Questo post è meraviglioso e ci ho pensato un po’ prima lasciare un commento che poteva risultare solo un di più visto che non c’è molto da “aggiungere” Poi..come sempre, la mia natura di donna incapace di tacere ha prevalso.Confer mo che sei un uomo fortunato se in fondo ai gradini trovi sempre qualcuno che aspetta di farsi abbracciare. A volte a scappare si è in due e non sempre si va nella stessa direzione. A volte magari si viaggia sullo stesso treno ma in scompartimenti separati senza neppure saperlo, vicini ma separati da qualche barriera che impedisce di capire cosa ci sia dall’altra parte. Una curiosità, cosa c’è nel tuo panino?:-)

  2. Ho ritrovato qualcosa di me nel tuo post. La curiosità, la voglia di rimettersi in gioco, di conoscere..tant e sono le motivazioni che ci inducono a partire, può essere nella realtà, può essere un viaggio dello spirito, chissà..Vorrei scrivere di più..ma gli occhi mi si chiudono.
    Buona notte, amico mio…

  3. Questo racconto è pieno di similitudine e metafore interessanti, che interpretano esattamente ciò che senti. Anche i miei viaggi, i ricordi della mia vita, sono accompagnati dal sole. La luna sta con me nei ricordi della nostte e quindi della passione e nella condivisione della passione con qualcuno. Il sole invece è il protettore dei ricordi di me, me e basta.
    Ciao
    paffi

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