STELLE DI CARTONE

stelle di cartone



Ricordo bene la prima volta che ho guardato il mondo da una prospettiva diversa in maniera consapevole.
Mio padre aveva appena acquistato uno scaleo nuovo, colorato di arancione e con i gradini in legno. All’epoca era un modello molto diffuso ed io ero ancora il ragazzino che abitava nella casa dove sono nato.
Passato il primo momento di curiosità, quando gli altri erano ormai tornati alle proprie occupazioni, ricordo di aver aperto lo scaleo nuovo al centro della stanza, di esserci salito sopra fino in cima e di essermi lì seduto, con la testa molto più vicina del solito al soffitto.
Non avevo deciso, avevo solo seguito l’istinto ed una sua idea che mi aveva messo in mente.
A dire il vero, non c’era nessuna idea precisa, dietro. Era stata infatti solamente una sensazione a guidarmi lì, che fu subito ripagata da un diverso modo di vedere ciò che avevo intorno da sempre. Un “sempre” che all’epoca era ancora decisamente breve.
Non è semplice trasmettere quella particolare sensazione che mi consentiva di rendermi conto che la mente, in quel preciso istante, si stava aprendo in direzione di un diverso modo di percepire le cose. Sentivo che il pensiero era semplicemente più libero e leggero e, dentro la testa, le cose fluivano in maniera molto più scorrevole del solito.
Ero lì seduto, ma era il “lì” che non era lo stesso di sempre e riuscivo a mettere a fuoco in maniera sensibilmente più efficace tutti i pensieri che già allora si affollavano dentro di me.
Guardavo il mondo da una prospettiva diversa dal solito e questo mi consentiva di farlo in modo nuovo, con un entusiasmo molto più esuberante di quanto solitamente non fosse.
Ricordo che quella sensazione mi coinvolse in modo così particolare che, nei giorni a seguire, provai più volte a ripetere l’esperimento.
Non so in pratica a cosa possa essermi servito tutto questo ma, se lo ricordo ancora così distintamente, qualcosa credo che mi abbia pur dato.
Adesso che ci penso, qualche mese fa, quello stesso scaleo l’ho ammucchiato nell’area di parcheggio con altre cose vecchie che a mia madre non servivano più, in attesa del servizio a domicilio per il ritiro dei rifiuti ingombranti. La struttura in ferro, colorata di arancione, era ancora piuttosto robusta, benché arrugginita qua e là, ma i gradini in legno erano ormai andati quasi tutti in pezzi, consumati dall’uso e dal tempo.
E’ come una “scala” che senti di aver salito in un momento particolare della tua vita ma che adesso è ormai preclusa, per sempre.

Uccelli

Ci sono momenti in cui l’alternativa è secca:
o trovi la forza di spiccare il volo oppure rischi di sprofondare ancor di più dentro te stesso.

Abisso

STELLE DI CARTONEultima modifica: 2007-03-07T00:26:57+01:00da gi.punto
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3 pensieri su “STELLE DI CARTONE

  1. Non è che la forza di volontà possa sempre tutto, di certo aiuta, ma per volare ci vogliono le ali e non sempre il loro buono stato d’uso e la loro idoneità al volo dipendono da noi. Comunque, ci tenevo a dirti che da quassù mi basta sbatterele un pochino per scompigliare la tua chioma ed intravedere chiazze lucide. Una lozioncina no?:-) Baci.

  2. grazie Giuliano si ho letto i tuoi ultimi commenti, uno mi incuriosi molto ma non ebbi tempo di rispondere scrivevi che avresti voluto scrivermi delle cose ma le parole avrebbero potuto rovinare tutto, mi piacerebbe leggerle ora quelle parole…ti lascio qui la buona notte bello il tuo racconto…Gild a

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