RIPRENDERE IL VIAGGIO

In Viaggio


Qualche pezzo per strada si finisce spesso per perderlo, è inevitabile. E questo si colloca a metà strada tra i rischi del mestiere ed i timori di non farcela che spesso frenano ogni velleità rendendola, alla lunga, quasi inutile.
Riprendere il Viaggio è inevitabile, anche se il desiderio di fermarsi ancora un po’ ad assaporare la sosta sembrerebbe, a tratti, più forte di qualunque altra ineluttabilità. Ma non dipende da noi, è una legge scritta chissà dove, in un qualche tempo che ci ha preceduti. Non siamo soli dunque, anche se purtroppo destinati spesso alla solitudine.
Gli sguardi s’incrociano e ciascuno conosce già la propria Verità, anche se forse non è nemmeno in grado di ammetterla con sé stesso.
E’ una Forza antica quella che trascina via, sconfiggendo ogni remora ed ogni possibile esitazione. Si deve riprendere il Viaggio, così sta scritto, e chi è in grado di mettersi in cammino lo faccia adesso che più tardi potrebbe anche essere ormai “troppo” tardi.
Non è cinismo, e del resto cinico non lo sono mai stato, anche se a volte chi un po’ mi conosce finisce, anche su questo, per ingannare sé stesso. E’ solamente una sorta di cruda consapevolezza di ciò che ci si aspetta da noi.
Gli guadi s’incrociano ancora una volta, ma i propri destini si sono già rimessi in cammino, probabilmente ciascuno sulla propria strada, così, senza aspettarsi nient’altro.
A cosa è servito allora il Dolore? A cosa è servita la Gioia? … Domande inutili e prive di significato. Non c’è Vita senza Gioia e non c’è Vita senza Dolore, e questo dovrebbe bastare, o mi sbaglio?
Ci si aspetta di essere compresi dagli altri, proprio come quando da bambini ci insegnano che esiste un equilibrio naturale intorno a noi, in cui sentirsi più sicuri e protetti, ma non è così. Crescendo ci se ne rende conto ed i “conti” iniziano a non tornare più.
Molte sono le aspettative e qualcosa finisce sempre per mancare all’appello, ma non ci si sofferma mai abbastanza sulle proprie mancanze e si preferisce spesso rifugiarsi nella richiesta di qualcosa di più da parte di tutto ciò che ci circonda: persone, cose e situazioni.
Le verità sono molto più semplici di quanto si pensi, solo che non sono poi altrettanto semplici da accettare. E allora si finisce inevitabilmente per rimettersi in Viaggio, perché è più semplice azzerare la tavola e ripartire dal “niente”, piuttosto che cercare faticosamente di ricostruire il senso di situazioni che con il tempo hanno finito per generare intrecci fin troppo complessi.
E’ la necessità che fa muovere i passi, anche se è faticoso e difficile da accettare, ma qualcosa manca sempre all’appello e spesso siamo proprio noi, che non abbiamo “saputo” o non abbiamo “voluto” abbastanza.
Sono questi i momenti in cui cerco la Comprensione, cosa di cui sento un profondo ed intimo bisogno.
Non siamo animali, loro sanno perfettamente che tutto questo esiste solamente “dentro” e preferiscono allora guardare negli occhi la strada che si apre davanti, con i suoi rischi e le sue insidie. Di ciò che resta alle spalle, loro, possono anche farne a meno con leggerezza.
Noi no.
Io no.
Preferisco allora voltarmi e cercare negli occhi quella scintilla che, sola, sia in grado di dirmi: no, non è stato tutto inutile … ci sei riuscito alla fine a farmi capire.
Per uno sguardo così credo che potrei anche …
… ed altro non dico.

RIPRENDERE IL VIAGGIOultima modifica: 2007-04-08T11:28:31+02:00da gi.punto
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6 pensieri su “RIPRENDERE IL VIAGGIO

  1. Ciò che conta è non incaponirsi a voler ricostruire ciò che è diventato già passato.. Poi non necessariamente bisogna correre e rimettersi in cammino. Ci sono situazioni che permettono anche di rimanere dove si è, che tanto non è necessario o, quantomeno, indispensabile farlo. Essì, caro Gi., anche quì si muove qualcosa! 😛 Ahaahhahaahah.. Mi chiedi una cosa impraticabile, però: tenerli sotto controllo?!?!?! E che roba è?? :O Ahahahahahaah.. Ti Abbraccio stretto comunque, tanto coi Papi non c’è pericolo. ;))) Un Bacio Gigante. :* Mon.figliaimpaz zita

  2. Il fatto che tu non pulisca il bagno la trovo una ulteriore dimostrazione di un certo maschilismo ( non è che per caso questa parola non sia di tuo gradimento?:-) di fondo, infatti se lo usi non vedo perchè non lustrarlo per bene, magari una volta ogni tanto 🙂 Sull’arrivare tardi non si può farci nulla, d’altra parte hai sempre detto di essere lento…e poi io non sono intollerante al punto da non aspettare almeno una manciata di secondi. Sulla faccenda dei dettagli invece, penso che potresti lavorarci. Non so, la butto lì, ma a furia di cercare il pelo nell’uovo, va a finire che marcisce. L’uovo. Sai che la durata di conservazione non è troppo lunga. Invece, molto meglio metterci nel rosso un bel paio di cucchiai di zucchero e rumare per bene. Da noi si chiama “rosumada”. Volendo ci puoi aggiungere anche del caffé…ti assicuro che, per rimettersi in sesto, è qualcosa di fenomenale. I vecchi rimedi di una volta:-) Ed ora voglio vedere se hai ancora il coraggio di dire che non contribuisco attivamente!!!! Su una cosa sono d’accordo sempre. I Baci, che quelli, anche in quantità elevatissime, non hanno mai fatto male a nessuno, anzi…:-) E poi si sa che io ne sono una grande estimatrice. Con quelli, si riesce anche a salvare in corner un commento che, altrimenti…ed altro non dico. Baci quindi. 🙂 P.S. Il tuo post è come sempre, da meditazione, la chiusura è un po’ un’ingiustizia, nei nostri confronti, insomma mi scoccia ammetterlo, ma sono d’accordo con Rip, non è modo lasciarci così, con un palmo di naso. Comunque credo che anche io, per uno sguardo così…ed altro non dico. Ribacio. Gas 🙂

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