LE RAGIONI DEGLI ALTRI

Gli Altri
 
Contro le infamie dell’esistenza le armi migliori sono: coraggio, ostinazione e pazienza.
Il coraggio rinforza, l’ostinazione diverte e la pazienza da pace … 
(Archibald Dumper) 
 
Lo riconosco: sei stata una bella palestra per me, e non solo questo ovviamente.
Anzi, sai cosa ti dico? Lo sei ancora. Preferisco infatti non usare un tempo passato, anche se non sono superstizioso un po’ di scaramanzia non guasta mai, e poi, si sa, esiste veramente solo il tempo presente, le altre possibilità sono in realtà solamente astrazioni più o meno fondate.
Credo di essere riuscito, non senza sforzo, a metabolizzare le tue parole. Non era facile.
Qualche anno fa quella lettera mi avrebbe distrutto.
Ho una certa predisposizione a questo, però adesso è diverso. Sono più consapevole dei miei limiti. Non che prima non lo fossi, ma mi facevo schiacciare da loro, volevo per forza superarli ma “per forza” niente viene bene, e sono più consapevole anche dei limiti degli altri, della loro sostanziale incapacità ad accettare ciò che dagli altri invece spesso si pretenderebbe fosse tollerato, tanto per fare un esempio.
Paradossalmente, proprio per questo, riesco adesso ad amarli anche di più, in maniera più responsabile intendo, non è una questione di quantità ma di qualità insomma, e questo aiuta certo anche a perdonare e, per perdonare, c’è comunque bisogno di tempo.
Tutti abbiamo sempre qualcosa da farci perdonare, nessuno ne è esente, ed è per questo che la furia cieca scagliata con forza ed esasperazione sugli altri non rappresenta altro che il riflesso dell’odio interiore che coviamo ancora verso noi stessi, per non essere abbastanza bravi a passare sopra le cose oppure per non essere capaci di farne a meno, degli altri appunto.
In questo, che non è un gioco, forza e debolezza si scambiano e si confondono e chi passa alle mani, oppure alle male parole, dimostra solamente di essere in debito con se stesso di quell’ossigeno interiore che tutti dovremmo coltivare un po’ di più, lasciando per strada tutte le miserie e le meschinità che ci trasciniamo inutilmente dietro, figlie queste non del nostro passato ma solo delle nostre debolezze nell’affrontarlo.
Hai ragione sul fatto che non tutti partiamo dalle stesse esperienze e, proprio per questo, non è uguale il modo ed anche la difficoltà personale con la quale affrontiamo il mondo di “fuori”. Questa constatazione però, anche se fondata ed essenziale per riuscire appunto a metabolizzare gli altri, non deve diventare neppure il dito dietro al quale finiamo per nasconderci ogni volta che il dolore finisce per premere forte dentro. Questo atteggiamento non aiuta e non risolve niente, proprio come non risolvono niente gli eccessi di orgoglio male indirizzato.
Ci vuole non soltanto il coraggio ad affrontare il volto oscuro della realtà ma anche tanta pazienza, ti assicuro che anch’io nel mio piccolo ne so qualcosa, e poi non ci si può nemmeno limitare fermandosi a queste prime constatazioni. Perché, se ci pensi bene, il dolore più grande è sempre quello che hai di fronte in questo momento, tutti gli altri, e soprattutto tutti quelli degli altri, finiscono spesso per essere dimenticati o, quantomeno, sottovalutati.
Quante volte ti sei spiaccicata per terra da sola? Quante volte hai lasciato invece che fossero gli altri a farlo? Quante volte non sei riuscita ad impedirlo? Quante volte non hai voluto neppure impedirlo? Quante volte hai finito per spiaccicare più o meno volontariamente per terra qualcuno?
Se rincorriamo il gioco delle attribuzioni e degli sconforti personali non si arriverà mai da nessuna parte.
Sei in pace con la tua coscienza? Io no, quasi mai, ma non per questo cerco di trasferire questa mia sensazione sugli altri, convincendomi che sono loro la causa di tutti i miei guai.
Non ci crederai ma funziona veramente, a volte pensare: “forse è stata anche un po’ colpa mia” … fa stare meglio, molto meglio.
Forse non ci crederai ma …
LE RAGIONI DEGLI ALTRIultima modifica: 2008-07-18T16:40:00+02:00da gi.punto
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